Eleganza controllata per un Sanremo in tonalità neutra
La prima serata del Festival di Sanremo 2026 si apre sotto il segno di una parola chiave: misura. Unʼeleganza composta, rassicurante, spesso classica, che attraversa il palco dellʼAriston come un filo continuo, disegnando un racconto estetico coerente ma, per molti versi, prudente.
A inaugurare il Festival è Carlo Conti, impeccabile in smoking blu notte, doppiopetto con revers a scialle lucidi, firmato Stefano Ricci : una scelta sartoriale che ribadisce lʼidea di un lusso tradizionale, senza scarti né strappi, perfettamente allineato allo spirito di questa edizione. Fin dai primi artisti in gara appare evidente una tendenza dominante: palette scure, silhouette pulite, costruzioni sartoriali. Gli uomini si muovono quasi tutti tra nero, blu notte e grigio, declinati in completi classici, talvolta con piccoli dettagli decorativi, altre volte con leggere concessioni allo streetwear. Il risultato è un panorama ordinato, dove lo smoking resta sovrano, affiancato da bomber sartoriali, cravatte, camicie tradizionali e pantaloni ampi.

Michel Bravi Ph credit Instagram @michelebravi
Tra i look maschili, si distinguono alcune variazioni sul tema: Olly torna allʼAriston con unʼestetica morbida e sensuale in borgogna firmata Dolce Gabbana, mentre Michele Bravi gioca con il mix and match tra quadri e righe grazie alle visioni poetiche di Antonio Marras. Interessante anche la proposta di Luchè, che porta in scena lʼincontro tra urban e tailoring attraverso il linguaggio di Louis Vuitton, in una sintesi tra street culture ed eleganza contemporanea.

Serena Brancale
Se il nero domina il guardaroba maschile, le donne rispondono con unʼestetica altrettanto controllata ma giocata su bianco, nero e tonalità polverose. Laura Pausini rende omaggio al Made in Italy con due creazioni di Giorgio Armani, simbolo di unʼeleganza senza tempo che guarda più alla classicità che alla sperimentazione.

Malika Ayane. Ph credit Instagram / @damalikessa
Levante, Malika Ayane e Serena Brancale seguono la stessa direzione: linee essenziali, silhouette pulite, make-up soft, incarnando quella che sembra essere la vera estetica dominante della serata, una sorta di clean girl mood sanremese.

Ditonellapiaga. Ph credit Instagram / @ditonellapiaga
Tra le poche eccezioni più evidenti spiccano Ditonellapiaga, con un rock glamour dichiarato e un guardaroba massimalista, ed Elettra Lamborghini, che porta sul palco un abito Haute Couture firmato Tony Ward, tra ricami, trasparenze e decorazioni barocche. Due approcci differenti, ma accomunati dalla volontà di alzare leggermente lʼasticella dellʼimmaginazione.

Dargen D’Amico. Ph credit Instagram / @dargendamico
Merita una menzione anche Mara Sattei, che sceglie lo spirito romantico e teatrale di Vivienne Westwood, e Dargen DʼAmico, probabilmente il più concettuale della serata, con un completo ispirato al kimono e stampa trompe-lʼœil che racconta unʼidea precisa di stile come narrazione.
Nel complesso, la sensazione è quella di un Festival più maturo che audace, dove la priorità sembra essere lʼeleganza rassicurante piuttosto che il colpo di scena. Una scelta che riflette, forse, anche il clima attuale della moda internazionale, sempre più orientata verso linee pulite, codici riconoscibili e un certo ritorno alla sobrietà.

Marco Masini e Fedez Ph. credit Instagram / @marcomasini_official
La prima serata, insomma, sembra aver giocato in difesa. Resta ora da capire se si tratti di una strategia deliberata, conservare le sorprese per le serate successive, o se il Sanremo 2026 abbia davvero deciso di eleggere il minimalismo a sua cifra principale. Per ora, una cosa è certa: the black is still the new black. E allʼAriston, mai come questʼanno, lo si è visto ovunque.





