Benji & Fede, amare fino a sentirsi ‘zero’

Last Updated: 6 Febbraio 2026By Tags: ,

Onstage

Zero non è una love song tradizionale. È una canzone post-romantica, dove l’amore è totalizzante ma anche pericoloso, dove la fragilità è centrale. Dove si rischia di sparire e diventare, appunto, ‘zero’. Da qui parte il nuovo singolo di Benji & Fede, una ballad che sembra semplice, ma in realtà racconta una delle ossessioni emotive più profonde: amare fino a smettere di esistere come individuo.

Cosa volevi da me
una mano, un polmone, il mio stomaco, un fiore
la vita che
mi togli.
Siamo elettricità,
non sappiamo restare da soli
in silenzio
alla nostra età
Non ti accorgi
fai cambiare il tempo
dentro quei miei occhi inverno
che non hanno mai brillato per nessuno
Ma per te stasera
mi spoglierai
anche se si gela
Io per te farai lo stupido, stupido
non ero lucido
l’unico pensiero
non mi rendevo conto che ero
di tutte quelle cose che volevi per davvero
Zero
È una vita che aspetto
perdonami se ci vuole coraggio
ad essere me
Ma cosa ne sai tu
nulla
le tue labbra sono la mia culla
E vorrei fosse lo stesso quando dei capelli argento
si ricorderanno che siamo nessuno
Ma per te stasera
mi spoglierai anche se si gela.
Io per te farei lo stupido, stupido, non ero lucido,
l’unico pensiero.
Io non mi rendevo conto che ero
di tutte quelle cose che volevi per davvero
Zero

Nella relazione totalizzante il confine tra amore e dipendenza si dissolve (“Io non mi rendevo conto che ero di tutte quelle cose che volevi per davvero”). Qui l’io non è più un soggetto, ma un oggetto del desiderio dell’altro. Non si ama per completarsi, si ama per diventare ciò che l’altro vuole. È una narrazione molto contemporanea: l’amore non come equilibrio, ma come sacrificio identitario.

Ci sono immagini fortissime, come quella in apertura (“una mano, un polmone, il mio stomaco, un fiore / la vita che mi togli”) dove il corpo viene smontato in parti, come se l’amore fosse una forma di donazione estrema, quasi chirurgica.

E poi, “Siamo elettricità, non sappiamo restare da soli, in silenzio alla nostra età” è la frase più identitaria: siamo sempre connessi, sempre stimolati, sempre in relazione. Il silenzio fa paura. La solitudine non uno stato naturale.

Il videoclip girato al Teatro Storchi di Modena dialoga con l’immaginario di Mulholland Drive di David Lynch, dove il palco è un luogo mentale. Benji & Fede siedono in platea, guardano una figura femminile simbolica sul palco. Non è una persona: è una parte dell’identità emotiva. È un gioco di sguardi: chi osserva chi? L’artista osserva se stesso? L’amante osserva l’io che si dissolve?

“Mi spoglierai anche se si gela”, canta la donna sul palco. Qui la nudità è simbolica, indica il volersi esporre anche quando fa male, anche contro il proprio benessere.

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