Bullismo, fragilità e dipendenze sul palco di Sanremo

Last Updated: 24 Febbraio 2026By Tags: ,

Onstage

Bullismo, violenza e dipendenze saliranno sul palco dell’Ariston per questa 76esima edizione del Festival di Sanremo per raccontare tutta la fragilità del nostro tempo. Questioni che attraversano in modo diretto la vita di tanti.

Quando il bullismo diventa violenza irreversibile

Ci sarà Paolo. Paolo è un ragazzo che fino a poco tempo fa conduceva una vita ordinaria. Una sera due anni fa, nel maggio 2024, aveva appena 24 anni, all’uscita da una discoteca, viene avvicinato da un gruppo di coetanei. Vogliono rubargli il monopattino. Paolo viene spinto. Cade. Batte la testa. Resta in coma per tre mesi. Quando si risveglia, il suo corpo non risponde più come prima: Paolo è rimasto tetraplegico. Oggi è impegnato in un percorso lento e complesso di recupero, fatto di riabilitazione, cure continue, adattamento a una nuova condizione di vita.

Carlo Conti lo ricorda durante la conferenza stampa di apertura del Festival: “Ci teneva tantissimo a venire a Sanremo per raccontare la sua storia. Purtroppo non può essere qui fisicamente, ma ci collegheremo con lui. Sarà un modo per parlare di bullismo e di tutto quello che ne deriva”.

Accanto al bullismo, il Festival affronta infatti anche il tema delle nuove dipendenze, ampliandone il perimetro. “Non sono soltanto quelle legate alla droga. Anche il telefonino e i social stanno diventando una dipendenza. Una dipendenza che, come purtroppo abbiamo visto in tanti casi, può portare a gesti estremi da parte di tanti ragazzi”. Il disagio oggi passa anche attraverso strumenti quotidiani, apparentemente innocui, ma capaci di alimentare isolamento, ansia da prestazione, esposizione continua al giudizio e dinamiche di esclusione. La violenza fisica e quella digitale non sono mondi separati: spesso si alimentano a vicenda.

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