Milano, vicesindaco Scavuzzo: “Serve più politica e una nuova alleanza con la città”
“Oggi abbiamo bisogno di molta più politica”. Lo ha detto la vicesindaca di Milano e assessora alla Rigenerazione Urbana, Anna Scavuzzo, aprendo il suo intervento al convegno organizzato da Tempi alla Biblioteca Ambrosiana. “Abbiamo bisogno di molta più politica nel senso profondo di responsabilità che c’è nell’ascoltarsi e nel dare indirizzi che permettano ad altri di fare meglio e più di ciò che potremmo fare da soli”.
“IL DANNO MAGGIORE L’INTERRUZIONE DEL PGT”
Scavuzzo ha individuato nell’interruzione del nuovo Piano di Governo del Territorio “il danno maggiore dell’ultimo anno”. “Il danno maggiore – ha detto – è stato interrompere il percorso che ci avrebbe portato al nuovo PGT. È stato un passaggio inevitabile, me ne assumo la responsabilità, ma ha rotto un legame di fiducia e collaborazione tra città e politica”. Il PGT, ha ricordato, “è un atto politico di prospettiva: non descrive solo ciò che la città è, ma ciò che vuole diventare”. La sua sospensione, ha aggiunto, “ha generato una crisi di prospettiva che riguarda imprese, operatori economici, consiglio comunale e cittadini”.
“LA CITTA’ NON E’ DEGLI IMPRENDITORI NE’ DEGLI AMMINISTRATORI”
“Non si fa politica a prescindere dalle persone”, ha affermato, richiamando il tema dell’empatia. La città, ha detto, “non è degli imprenditori, non è degli amministratori, non è delle associazioni, non è delle famiglie, non è della scuola”. Il compito della politica, ha aggiunto, è “fare sintesi”, trovando equilibrio tra istanze diverse, talvolta chiedendo “un po’ di sopportazione”, talvolta raggiungendo “una concordia che dà soddisfazione a tutti”.
LA CITT’ FERIALE E QUELLA FESTIVA
Affrontando il tema di San Siro, la vicesindaca ha spiegato che “il tema dei concerti ha mostrato quanto sia complesso tenere insieme la città che cresce e guarda al futuro e la città che semplicemente vive”. Ha introdotto l’immagine della “città feriale e città festiva”, due dimensioni che, ha detto, “devono convivere: la normalità e l’eccezionalità, la contemplazione e l’azione. La nostra città vuole che entrambe siano parte del suo futuro”.
LEGGE SPECIALE E CITTA’ METROPOLITANA
Sul fronte della legge speciale per Milano e della città metropolitana, Scavuzzo ha ricordato la sua esperienza del 2015 come consigliera delegata: “Ho visto tutti i think tank possibili, di destra, sinistra e centro. Non è successo niente”. Ha accolto positivamente il ritorno di una visione propositiva, ma ha posto una domanda: “Come si fa?”. Per lei la risposta è “mettere più politica”, rafforzando il dialogo tra amministratori e costruendo alleanze tra i Comuni della prima cintura e quelli più lontani. “C’è già una città metropolitana nei fatti – ha detto –. Dobbiamo riconoscerla e farla funzionare”. Ha citato esempi concreti: “La Statale a Legnano, la Bicocca a Cinisello e Novate”.
Parlando dei servizi educativi, Scavuzzo ha affermato che “se vogliamo che il calo demografico non diventi un alleato, dobbiamo investire su famiglie, infanzia e servizi”. Occuparsi dei figli, ha aggiunto, “non è solo compito dei genitori, ma dell’intera società”.
“NON ASPETTIAMO LA LEGGE PERFETTA”
La vicesindaca ha invitato a non attendere riforme ideali: “Non fermiamoci ad aspettare la trasformazione perfetta. Prefettura, questura, Caritas, uffici scolastici: sono già provinciali. Mettiamoci più politica e disegniamo percorsi realizzabili”.
“MENO RUMORE POSSIBILE”
Sul suo ruolo alla Rigenerazione Urbana, Scavuzzo ha spiegato di voler lavorare “facendo il meno rumore possibile”. “Se vuoi fare le cose – ha detto – sotto i riflettori le fai raramente”. Ha elencato alcuni risultati: “La pubblicazione del piano Greco-Breda, l’avvio dei primi cantieri sugli scali ferroviari, il lavoro su Piazza d’Armi con CDP per garantire il 30% di alloggi in affitto accessibile, i progetti di Reinventing Cities e Piazza Loreto”. Ha definito questo approccio “un sapiente pragmatismo”, richiamando “l’efficienza amministrativa dei tempi di Albertini”. “Non voglio fare l’amministratore di condominio – ha aggiunto – ma quell’efficienza deve tornare. Senza un pubblico efficiente, il privato efficiente non fa ciò che potrebbe”.
Scavuzzo ha difeso il lavoro degli assessori che l’hanno preceduta e ha ricordato i limiti normativi: “Il Comune non fa le leggi. Le interpretazioni estensive o restrittive non possono cambiare il senso delle norme”. Ha citato il lavoro sugli studi d’area, che integrano educazione, ambiente, mobilità e territorio: “Se questo lavoro non ha valore, ci diranno sempre che mancano piani attuativi adeguati”.





