Salto ostacoli, Bettendorf trionfa sotto la Tour Eiffel

OnstageVideo

Victor Bettendorf, 30 anni, lussemburghese di nascita ma con il cuore a metà tra il Granducato e la Francia — paese in cui ha vissuto per sei anni — ha vinto la prova CSI5* 1.55m Eiffel Challenge presented by Région Ile-De-France, ultimo atto del Longines Paris Eiffel Jumping / Longines Global Champions Tour of Paris 2026. In sella al suo straordinario Encore Toi du Linon, Bettendorf ha fermato il cronometro a 39.00 secondi nel jump-off, lasciandosi alle spalle lo svedese Henrik von Eckermann (39.26″) e il tedesco Philipp Weishaupt (39.43″), entrambi autori di percorsi netti ma non abbastanza veloci per tenere il passo del vincitore.

Parigi è una delle arene più suggestive in assoluto nel circuito del salto ostacoli, tra il verde curato del Champ-de-Mars e la struttura di ferro della Tour Eiffel sullo sfondo, illuminata dal sole di giugno. “Significa tantissimo”, ha detto Bettendorf subito dopo la premiazione. “Ho vissuto in Francia per sei anni, quindi in un certo senso questo è un po’ anche il mio show di casa. Non esiste nessun altro scenario come la Tour Eiffel a Parigi. Questa è una gara unica nella vita: penso che molti cavalieri sognino di poter competere qui, e io ho avuto la fortuna di vincerci. È stato semplicemente un weekend perfetto. Vincere in una delle arene più iconiche del nostro sport è qualcosa di incredibilmente speciale.”

Il cavaliere lussemburghese ha voluto condividere la gioia con chi gli è stato vicino lungo il percorso: “Avere con me mia moglie, il mio proprietario, il mio groom e tutto il mio team significa moltissimo per tutti noi. Il pubblico ci ha sostenuto per tutta la settimana e qui c’è sempre un’atmosfera davvero straordinaria.”

UN PRIMO TURNO DA BATTAGLIA

Il cammino verso il podio non è stato semplice per nessuno. Il percorso del primo turno, costruito per testare le coppie ai massimi livelli, ha messo in difficoltà anche le partnership più rodate, regalando al pubblico colpi di scena e tensione costante. Su 47 binomi al via, il percorso ha fatto selezione senza pietà. Tra i più illustri a cedere: l’olandese Kim Emmen con Quando van het Hellehof ha chiuso con 12 penalità, mentre Bertram Allen — in sella a Danger 76 — e il belga Jérôme Guery con Remus de Mariposa hanno scelto di ritirarsi. Anche il tedesco Christian Ahlmann e Vivario JL Z, tra i nomi più attesi della vigilia, non sono riusciti a qualificarsi per il jump-off.

Alla fine, sedici binomi di assoluto valore internazionale hanno staccato il biglietto per la fase decisiva. Tra di loro Max Kühner con EIC Cooley Jump the Q, Nicola Philippaerts con Moya vd Bisschop, il campione svedese Peder Fredricson su Alcapone des Carmille e l’americana Lillie Keenan con Highway TN: un parterre da far girare la testa, che prometteva un jump-off di altissimo livello.

WEISHAUPT APRE, VON ECKERMANN SORPASSA, BETTENDORF VOLA

Il tedesco Philipp Weishaupt ha avuto il merito di alzare subito l’asticella della sfida. Con Lady Concern du Rezidal, Weishaupt ha firmato un percorso netto in 39.43 secondi, preciso, rapido, senza sbavature. La risposta più convincente è arrivata da Henrik von Eckermann. L’ex numero uno al mondo, in sella all’eccellente Hylanderhof’s Saruschka, ha sfoderato una delle sue prove migliori, chiudendo il percorso netto in 39.26 secondi e soffiando il primato a Weishaupt con una manciata di centesimi. Chiamato tra gli ultimi a scendere in campo, il cavaliere lussemburghese con Encore Toi du Linon hanno affrontato il percorso con lucidità fuori, stringendo le traiettorie dove possibile e mantenendo il ritmo alto. Il cronometro si è fermato a 39.00 secondi: nove centesimi su von Eckermann, quarantatré su Weishaupt. Abbastanza per portarsi in testa, ma non ancora abbastanza per festeggiare.

PROSSIMA TAPPA MONACO

Con la conclusione del weekend parigino, il Longines Global Champions Tour alza l’ancora e punta verso il Mediterraneo. La prossima tappa del circuito andrà in scena a Monaco, sul leggendario Porto Ercole, dal 2 al 4 luglio.

Condividi questo Articolo