Dramma, follia, genio, urgenza. Per le strade di Bologna con Beethoven
Dramma, follia, genio, urgenza. Basta questo per descrivere, almeno in parte, Beethoven? Sicuramente no, ma partiamo ugualmente da qui. Non so quanti di voi, cari lettori, conoscano – e amino – il divino compositore. Se anche solamente il nome vi è familiare, ascoltate qui. Vi prometto che non ve ne pentirete.
Volete una prova? Bologna, gennaio, Auditorium Manzoni. Dentro e fuori file di ragazzi. Non possiamo nascondere che una generosa politica dei prezzi abbia fatto la differenza (evviva! da 1 a 10 euro). Ma, in ogni caso, la domenica mattina è stata qualcosa di diverso. A introdurre la musica Martino Ruggero Dondi, divulgatore culturale. Poi la sinfonia ha preso forma grazie a una meravigliosa Orchestra, quella del Teatro Comunale di Bologna, guidata da due giovani direttori di altissimo livello.
Julio Garcia Vico, insieme al violinista Emanuele Benfenati, ha portato freschezza, precisione ed entusiasmo.
Rotem Nir, accompagnato dal violoncellista Francesco Maria Parazzoli, ha costruito momenti di grande intensità, lasciando la sala sospesa tra silenzio e applausi.
Ecco, la ‘Gioia’. Non solamente un titolo azzeccato: portare Beethoven fuori, per strada, renderlo accessibile, raccontarlo bene e suonarlo meglio ancora. Bologna ha risposto con una presenza incredibile. Il prossimo appuntamento è l’8 febbraio 2026 con il direttore Serhii Neateruk, per un’altra domenica di grande musica.
Per informazioni e biglietti:
👉 https://www.tcbo.it/eventi/concerto-2026-gioia-sinfonia-n-1/





