Le big dell’AI si preparano al “day after” di una catastrofe
Lo scoop di Axios: molti addetti ai lavori temono un grave incidente entro un anno, lo scenario più probabile è un cyberattacco
I vertici di Anthropic, OpenAI e di altre aziende dell’intelligenza artificiale stanno studiando in privato come affrontare una possibile rivolta dell’opinione pubblica e della politica dopo un incidente catastrofico legato all’AI. Lo rivela Axios in un articolo firmato da Maria Curi, secondo cui lo scenario più temuto è un attacco informatico su larga scala in grado di bloccare l’accesso ai servizi finanziari, a internet o persino alle reti elettriche e idriche.
Se le simulazioni di crisi sono una pratica diffusa, sottolinea Axios, la differenza è che molti ricercatori e dirigenti del settore considerano un evento grave inevitabile, e diversi addetti ai lavori lo collocano entro i prossimi sei-dodici mesi. “OpenAI conduce esercitazioni di preparazione in cui i team discutono e affrontano una serie di potenziali scenari”, ha dichiarato un portavoce dell’azienda, precisando che tali scenari “non sono considerati inevitabili”. Anthropic non ha commentato.
L’incidente potrebbe nascere da sciami di agenti autonomi sfuggiti a un ambiente di test interno oppure dall’uso imprevisto di modelli già disponibili da parte di malintenzionati. Axios cita come esempio una recente campagna contro istituti finanziari sudcoreani, ricostruita dalla società di cybersicurezza CrowdStrike: un hacker dalla Cina avrebbe usato strumenti di AI sviluppati in Cina, tra cui DeepSeek, per sottrarre dati a decine di migliaia di clienti di banche, e si sarebbe rivolto a Claude Code di Anthropic per cercare canali dove rivendere i dati rubati.




