Quattromila ragazzi invadono San Siro

Onstage

Quattromila studenti delle scuole secondarie lombarde hanno preso parte alla prima edizione della ‘Giornata Giovani Lombardia’: undici ore, dalle otto del mattino alla sera, con 63 federazioni sportive, campionesse olimpiche, preti anticamorra. L’idea è di Federica Picchi, sottosegretaria alla Presidenza di Regione Lombardia con delega a Sport e Giovani, che ha costruito l’evento in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale, gli Enti di Formazione Professionale, il Coni e il Comitato Italiano Paralimpico.

“Ho visto grande entusiasmo e tanta gioia di esserci”, ha detto Picchi al termine della giornata. “L’idea è nata per aprire un dialogo diretto e autentico con le nuove generazioni, valorizzandone bellezza e potenzialità. Sport e testimonianze diventano strumenti con cui i ragazzi scoprono i propri talenti, lasciandosi ispirare dall’impegno altrui.”

La struttura della giornata era divisa in due momenti. La mattina, dentro lo stadio: interventi istituzionali, testimonianze. Il pomeriggio, fuori: ventiseimila metri quadrati di parcheggio trasformati in un villaggio sportivo con 63 discipline praticabili, dai 63 comitati regionali federali presenti.

 

Arianna Fontana

Dalle arti marziali agli sport paralimpici

Nel parcheggio del Meazza, ogni stand un mondo: scherma e tiro con l’arco e atletica leggera e judo; i 5 Gruppi Sportivi dei Corpi dello Stato hanno gareggiato in visibilità con i 4 Centri Sportivi Universitari; le associazioni del Terzo Settore hanno offerto esperienze di sport adattato e paralimpico. I ragazzi provenienti da scuole di tutta la Lombardia, accompagnati dai loro docenti potevano girare liberamente, provare, sbagliare, riprovare. Per molti era il primo contatto fisico con alcune discipline. Marco Riva, presidente del Coni Lombardia, ha ringraziato l’iniziativa esattamente per questo: “un appuntamento che avvicina i ragazzi a discipline sportive diverse, molte delle quali resteranno nella loro vita anche solo come ricordo di un pomeriggio inaspettato”.

Daniele Cassioli

Fontana, Cassioli e don Patriciello: “Smettete di fare i maestri”

Le testimonianze della mattina erano il cuore istituzionale della giornata. Arianna Fontana, pluricampionessa olimpica di short track — sei ori, cinque argenti, due bronzi alle Olimpiadi invernali — ha portato in sala la sua storia: figlia di un piccolo paese valtellinese, su un paio di pattini da quando aveva quattro anni, capace di diventare l’atleta italiana più medagliata nella storia dei Giochi invernali. Daniele Cassioli, campione paralimpico di sci nautico, varesino, non vedente dalla nascita, ha conquistato undici titoli mondiali, scritto un libro, aperto una fondazione.

Il momento più forte è stato l’intervento di don Maurizio Patriciello, il sacerdote di Caivano noto per il suo impegno frontale contro la criminalità organizzata nella terra dei fuochi. “La Giornata Giovani Lombardia deve partire da un punto fondamentale: gli adulti devono smettere di atteggiarsi a maestri. I ragazzi non sopportano più le lezioni dall’alto, ma cercano persone che camminino accanto a loro. Per questo servono testimoni credibili: sportivi, sacerdoti, genitori, insegnanti, scuole, ma anche politici.” “I giovani hanno bisogno di essere ascoltati. Devono essere loro a raccontarci il loro mondo, i loro sogni, le paure e le speranze. Noi adulti, da soli, non siamo più capaci di intercettare fino in fondo questa realtà. Solo mettendoci in ascolto possiamo intervenire in modo davvero utile; altrimenti continueremo a vivere su mondi paralleli.”

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