Hantavirus: cos’è, perché se ne parla e cosa devi sapere

Last Updated: 12 Maggio 2026By Tags: ,

Psyco

Negli ultimi giorni la parola hantavirus è comparsa su tutti i media, i social, nei gruppi whatsapp di famiglia. Qualcuno lo paragona al Covid. Qualcun altro dice che è non è paragonabile i termini di rischi. La realtà, come quasi sempre, sta nel mezzo — e vale la pena capirla davvero prima di preoccuparsi o di ignorarla.

Cosa sta succedendo adesso — aggiornamento ore 20:00 dell’11 maggio 2026

Il 2 maggio 2026 è stato segnalato all’OMS un focolaio di passeggeri affetti da gravi patologie respiratorie a bordo della nave da crociera MV Hondius, con 147 persone a bordo tra passeggeri e membri dell’equipaggio provenienti da 23 Paesi. All’11 maggio sono stati segnalati in totale nove casi, di cui tre decessi — tasso di letalità del 33%. Dei nove casi, sette sono stati confermati in laboratorio come infezioni da hantavirus tipo Andes, mentre gli altri due sono considerati casi probabili in attesa di diagnosi di laboratorio.

Il caso indice ha sviluppato sintomi il 6 aprile 2026. La prima diagnosi di hantavirus è stata effettuata su un suo contatto stretto il 26 aprile 2026. La prima diagnosi specifica del virus Andes è stata effettuata il 2 maggio 2026 su un ulteriore caso correlato. La nave ha lasciato Capo Verde il 6 maggio diretta alle Canarie, dove ha attraccato il 10 maggio 2026. Sono in corso ulteriori indagini sulla potenziale esposizione del primo caso e sulla fonte del focolaio, in collaborazione con le autorità di Argentina e Cile.

Il ministero della Salute ha emesso una circolare ufficiale, firmata dalla Capo Dipartimento della Prevenzione Maria Rosaria Campitiello e dal Direttore Generale della Prevenzione Sergio Iavicoli, inviata a tutte le Regioni, alle Province Autonome, agli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera, alla Protezione Civile, ai Carabinieri NAS, all’ISS, all’INMI Spallanzani e a decine di altri enti istituzionali.

Circolare Ministero Salute

In Italia 4 persone monitorate, nessun caso positivo

L’8 maggio 2026 è pervenuta al ministero della Salute, tramite il sistema europeo EWRS, l’informazione relativa a quattro persone presenti sul volo dal Sudafrica ai Paesi Bassi del 25 aprile 2026 — il volo sul quale si è imbarcato ed è subito sbarcato uno dei casi confermati a causa del peggioramento della sintomatologia — la cui ultima destinazione era l’Italia. Il ministero della Salute ha trasmesso le informazioni alle Regioni coinvolte — Calabria, Campania, Toscana e Veneto — ai fini dell’attivazione delle procedure di quarantena fiduciaria e sorveglianza attiva. Al momento nessuno dei quattro presenta sintomi.

Cos’è l’hantavirus 

Gli hantavirus sono virus zoonotici a RNA diffusi a livello globale, il cui principale serbatoio è costituito dai roditori. Il virus viene trasmesso alle persone soprattutto tramite inalazione di particelle contaminate provenienti da urina, feci o saliva di roditori infetti, oppure attraverso il contatto con superfici contaminate. I casi umani sono più comuni in contesti rurali come foreste, campi e fattorie.

Il ceppo che ha colpito i passeggeri della MV Hondius è il virus Andes — quello sudamericano, il più pericoloso. Nelle Americhe causa la sindrome cardiopolmonare da hantavirus: una grave malattia respiratoria caratterizzata inizialmente da sintomi aspecifici — cefalea, febbre, mialgia, disturbi gastrointestinali — seguiti da un rapido peggioramento con distress respiratorio e ipotensione. I sintomi compaiono generalmente tra una e sei settimane dall’esposizione.

La circolare ministeriale descrive come si è sviluppata la malattia nei casi della nave: esordio spesso aspecifico con cefalea e lievi disturbi gastrointestinali, talvolta associati a febbre. Nelle prime 24-48 ore rapido peggioramento con astenia, vertigini, tachipnea e riduzione della diuresi. In alcuni casi decorso ancora più rapido, con sintomi gastrointestinali lievi seguiti entro 24 ore da polmonite severa evoluta rapidamente in sindrome da distress respiratorio acuto e morte.

Come si trasmette e perché non è come il Covid

Nonostante la trasmissione avvenga principalmente da animale a uomo, sono stati descritti rari casi di trasmissione interumana, limitati al virus Andes in contesti di contatto stretto e prolungato. Episodi di trasmissione secondaria, inclusi casi tra operatori sanitari, sono stati documentati ma rimangono eccezionali e sembrano più probabili nelle fasi iniziali della malattia. In Europa e Asia gli hantavirus causano prevalentemente la febbre emorragica con sindrome renale, che colpisce reni e vasi sanguigni, e in queste regioni non è stata documentata trasmissione interumana.

Dobbiamo preoccuparci?

La risposta delle autorità sanitarie è chiara e arriva da più livelli. L’OMS valuta come basso per la popolazione mondiale il rischio derivante da questo evento, mentre considera moderato il rischio per i passeggeri e l’equipaggio della nave MV Hondius. L’ECDC ha valutato molto basso il rischio per la popolazione generale dell’UE e del SEE.

È documentato che il principale serbatoio naturale del virus Andes è l’Oligoryzomys longicaudatus, un roditore diffuso nelle regioni meridionali del Sud America, non presente in Italia. Questo significa che il virus non può diffondersi partendo dai roditori europei.

Tuttavia la circolare ministeriale aggiunge una nota di cautela importante: pur confermando che il rischio per la popolazione generale dell’UE/SEE rimane molto basso, si ritiene opportuno mantenere un approccio di massima cautela e rafforzare le attività di sorveglianza sanitaria, con particolare attenzione all’identificazione precoce di eventuali casi sospetti. Questo in considerazione della possibilità, seppur limitata, di trasmissione interumana in ambito comunitario e della variabilità delle misure di sanità pubblica adottate dai Paesi di provenienza dei passeggeri rimpatriati.

Esiste un vaccino o una cura?

Attualmente non sono disponibili terapie antivirali specifiche né vaccini autorizzati per la prevenzione o il trattamento delle infezioni da hantavirus. La terapia è di supporto e si concentra su un attento monitoraggio clinico e sulla gestione delle complicanze respiratorie, cardiache e renali. L’accesso precoce alla terapia intensiva, quando clinicamente indicato, migliora gli esiti. La diagnosi si basa su metodi molecolari — il test PCR consente di rilevare la viremia nelle fasi iniziali — e sierologici, con le IgM che diventano positive dopo la comparsa dei sintomi. Test eseguiti durante il periodo di incubazione possono dare risultati falsamente negativi.

Se sei stato sulla nave o sugli stessi voli: cosa fare

La circolare ministeriale definisce con precisione chi è considerato contatto ad alto rischio. Rientrano in questa categoria tutte le persone a bordo della nave al momento della segnalazione, più chi ha condiviso la stessa stanza con un caso confermato, partner intimi, persone a meno di due metri per più di 15 minuti cumulativi in spazio ristretto, operatori sanitari con esposizione non protetta, e — con un approccio di massima precauzione — tutti i passeggeri dello stesso aereo indipendentemente dalla durata del volo.

Per i contatti ad alto rischio è raccomandata la quarantena fiduciaria per sei settimane con monitoraggio quotidiano dei sintomi da parte delle autorità sanitarie. È possibile uscire per preservare la salute mentale indossando una mascherina medica resistente ai liquidi ed evitando gli assembramenti. Non devono usare mezzi pubblici né voli commerciali.

Per i contatti a basso rischio — passeggeri fuori dalla zona di vicinanza, contatti brevi occasionali, operatori sanitari con DPI adeguati — è raccomandato l’automonitoraggio passivo per 42 giorni. In caso di comparsa di sintomi: isolarsi immediatamente e informare le autorità sanitarie locali.

Da ricordare

L’hantavirus è un virus serio, con un tasso di mortalità alto per chi si infetta — il 33% in questo focolaio. Ma si infettano in poche persone, in circostanze specifiche, e il serbatoio animale non esiste in Europa. Il focolaio della MV Hondius è un evento straordinario, non il segnale di una nuova pandemia. Chi ha sintomi e ha avuto contatti con persone che erano sulla nave o sugli stessi voli, deve contattate il medico o le autorità sanitarie locali. Non andare al pronto soccorso senza prima aver chiamato.

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