In digitale e su YouTube ‘Sei con me’, il nuovo singolo di Klen Sheet, la crew nata nel 2017 e formata da maggio, Ngawa, Tanca, GIUMO, Goldreick, Ratematica, Monoryth e P Lo Bro. “Questo brano – racconta la crew – è la quintessenza del Klen Sheet. Persone che dicono cose diverse in modo diverso, ma lo fanno insieme. Il pezzo è nato mentre stavamo in una casa in Puglia, tra le due e le tre di notte di un’estate delirante. Qualcuno era andato via, qualcuno rappava, qualcuno dormiva (Monoryth) di fianco alla sala in cui avevamo allestito uno studio. Mentre GIUMO faceva il beat gli altri scrivevano le strofe, piene di immagini tratte dalle esperienze che stavamo vivendo insieme in quei giorni”.

La produzione musicale è ispirata alla melodia di ‘Where Is My Mind?’ dei Pixies: durante il soggiorno in Puglia, raccontano, GIUMO l’aveva continuamente in testa, dunque era inevitabile che lo influenzasse per ‘sei con me’.. Ha iniziato scegliendo dei suoni che richiamassero il brano e li ha resi tanto spigolosi che sembrano usciti da un disco di musica elettronica ‘sporca’. Su questo tappeto sonoro si succedono le voci di maggio, Goldreick, Tanca e Ngawa che rappano, ognuno con uno stile differente, per poi unirsi nel climax finale in cui urlano e ripetono in coro, come un grido di battaglia, lo slogan del brano: ‘sei con me o contro di me?’.

“Abbiamo chiuso il pezzo quella notte – continua la crew – e lasciato così com’è. Le strofe e le parti melodiche si susseguono a un ritmo altalenante fino a esplodere nel delirio più totale. Stessa cosa per il videoclip, frutto della mente, malata, di Ratematica, realizzato insieme a Francesca Stano e Goldreick e con la partecipazione di buona parte del gruppo. Ci piace litigare o comunque ci capita spesso. Nel video volevamo sublimare questa cosa un po’ per dare un valore anche al conflitto in sé. È uno dei brani più caratteristici tra i tanti che abbiamo prodotto (e che devono ancora uscire), e fa emergere i nostri vizi ma anche i nostri talenti, dando un’idea molto chiara della realtà multiforme che siamo”.