(di Daniele Rossignoli) “La musica è un biglietto di andata e ritorno, è come l’amore: bisogna dare per poter ricevere”. Veronica Vitale, cantautrice e produttrice italo-americana di origini campane dopo diverse esperienze all’estero torna in Italia perché, come spiega lei stessa a IlMohicano “ho sempre avuto il sogno di raccontare la mia storia nel mio Paese. Sono italiana e ne sono molto orgogliosa, vorrei però che l’Italia fosse un po’ più madre invece che matrigna”. Di gavetta Veronica ne ha fatta veramente tanta e dopo essersi affermata all’estero è forse giunto il momento che anche il nostro Paese ne riconosca il talento, grazie anche al suo nuovo singolo ‘Transparent’ e ai diversi brani già pronti per un album, in italiano e in inglese.

Con tre lauree nel cassetto (in scienze pedagogiche, in scienze dei sistemi e in scienze e metodologie dell’educazione) Veronica Vitale si è avvicinata alla musica giovanissima, dopo essere stata vittima di alcuni tentativi di rapimento e, conseguentemente, anche di bullismo: “a undici anni ho dovuto cambiare scuola perché vittima di bullismo. Dopo essere stata oggetto di quattro tentativi di rapimento, a causa di questi traumi -continua Veronica- non parlavo più, mi ero sempre più chiusa in me stessa e a scuola il mio rendimento ne aveva risentito, i miei voti erano sempre più bassi. Non ho più parlato per diverso tempo e i docenti, sebbene fossero al corrente della situazione, non avevano compreso assolutamente  il mio dramma, venivo continuamente presa di mira. La vita mi aveva tolto la parola per un po’ ma poi mi ha dato un linguaggio universale, quello della musica. Ho trovato un pianoforte a casa di una mia parente e ho cominciato a comporre, senza aver mai studiato musica”.

Dopo essersi trasferita prima in Germania e poi in California, dove ha scalato le classifiche dei dischi, Veronica Vitale, attivista per i diritti dell’infanzia, per l’emancipazione femminile e per lo sviluppo sostenibile, si afferma nel 2010 con l’album di debutto in italiano, ‘Nel mio bosco Reale’, per il quale riceve il riconoscimento di artista internazionale al Der Musikmesse International Press Award MIPA. Viene coinvolta come unica voce italiana nella campagna di raccolta fondi ‘Song’s for Japan’ promossa da Lady Gaga a supporto delle vittime dello tsunami e del terremoto di Fukushima del 2011.

Nel 2014 riceve il premio della critica al Concorso Internazionale di Winnenden, ‘Gitarren statt Knarren’. La versione unplugged del brano ‘Under the Sky of Another Dream’ ha visto la partecipazione straordinaria di Leon Hendrix, fratello di Jimi Hendrix. Nel 2015 riceve il premio Act of Lovingkindness Award 2015 con il titolo di ‘Ambasciatore del movimento Groovemints Girls’. Dal 2013 al 2018 collabora con il Maestro Stelvio Cipriani nella composizione di ‘Catechismo della Chiesa Cattolica’ di Gjon Kolndrekaj. Nel 2019 intraprende la spedizione ‘25,000 Miles Across America’, percorrendo 40.000 chilometri su strada dall’Atlantico al Pacifico, per realizzare il docufilm ‘Inside The Outsider – La Lunga Strada Verso La Felicità’ in uscita nel 2022. Durante la pandemia, compone la preghiera per l’umanità ‘Hymn To Humanity’, poi rilanciata in una versione corale che unisce oltre 200 voci e 25 lingue.

Con il ritorno in Italia Veronica Vitale vuole raccontare una storia “la mia, in cui, a prescindere dal contesto, chiunque può leggerla e percepirne immediatamente l’idea di qualcuno che lotta per liberarsi. Tutti abbiamo bisogno di venir fuori da una situazione o circostanza contraddittoria, di essere liberi e felici. La mia storia, per esempio -sottolinea- corre al contrario, dall’estero all’Italia. Sono italiana, ma tutta la mia esistenza d’artista ha preso vita all’estero, ovunque, ma non a casa mia. Di me, l’Italia non sa assolutamente niente. E quando rientro a casa, sono come un fantasma in mezzo a tanta gente invisibile”.

“Purtroppo, in Italia la meritocrazia sembra non esistere -osserva Veronica- sembra che contino solo i talent. Se non hai partecipato almeno una volta a un talent o a un provino – sottolinea- ti chiudono le porte in faccia. All’estero non è così, i talent sono solo una opzione in più. La mia -conclude- è’ la storia di una persona che ce l’ha fatta da sola, con le proprie mani e senza compromessi”.

Il brano, prodotto negli Stati Uniti da Visionary Vanguard Records e distribuito da AMA Amadea Music e The State51 Conspiracy, è accompagnato da un  videoclip, diretto dal regista californiano Patrick J. Hamilton e prodotto da Atlanta Film Company e Red Digital Cinema Studios in qualità 8K, ed è impreziosito da particolari effetti speciali che danno vita al messaggio della canzone. “Oltre ad aver composto e co-prodotto il mio brano, ho co-diretto anche il video – afferma Veronica Vitale – ho scelto di ambientarlo in un prefabbricato industriale del 1800 in Ohio. È un video fluido, in cui dopo aver tagliato il mio ultimo strato di pelle, rimango trasparente davanti agli occhi di chi mi voleva fantasma nel mondo, con tutte le crepe dell’anima, con il freddo gelido simile a quello di una cella frigorifero, e l’oscurità che mi ha circondato nella vita. Dietro il palco, sopra il palco, mentre provavo, mentre creavo, mentre aspettavo: è stata tutta una questione di gelo e gavetta”.