Il cantautore napoletano Parrelle (Pierluigi Russo) presenta il video di ‘dalle22alle5’, distribuito da Artist First e prodotto da Simone Sproccati già inserito nella playlist Scuola Indie di Spotify e in rotazione su Rai Radio 2 Indie. ‘Dalle22alle5’ è un brano la cui malinconia è scandita da attimi e immagini che esprimono il disagio dei giovani soffocati dalle restrizioni che hanno caratterizzato gli ultimi mesi.

“Il videoclip -spiega Parrelle-  è nato per sentirsi vicini, pelle su pelle, abbraccio su abbraccio, pur restando ancora a casa. Ognuno a casa con le proprie fobie. Ognuno a casa con i propri sogni messi in stand-by. Ognuno a casa perché è giusto, ma con la voglia di esplodere e tornare ad ossigenare i polmoni. Dire ‘dalle22alle5’ è diventato un po’ come un mantra, un qualcosa che conoscono tutti, ma sempre difficile da accettare. L’idea di un video simile nasce proprio per questo: non dimenticare mai ciò che si è vissuto, ma concedersi due minuti e quarantacinque secondi di leggerezza e speranze. Non può piovere per sempre. Non potrà esserci un coprifuoco per sempre. È una promessa”.

Il videoclip è stato realizzato da Giuseppe Cardaci creando un contest su Instagram in cui è stato chiesto ai fan di inviare un video in cui mostrassero il mood della loro serata durante il periodo di restrizioni legate al Covid.

“Quanto è difficile lasciarsi alle spalle un amore da bmp accelerati? Molto -sottolinea Parrelle-  ma forse troppo quando le sue pupille ti ricordano Malibù e quel suo vivere leggero Jennifer Aniston; e puoi sentirti stropicciato come il drum in una cartina Rizla, col cuore diretto verso l’ipotermia, ma a rinunciarci fai ancora una dannata fatica. Eppure -conclude- non credevo che il coprifuoco potesse riguardare anche i viaggi da poter fare dentro di te; eppure io dalle22alle5 vorrei percorrerti e sentire la tua voce esplodermi nei timpani. Ancora”.

Parrelle nasce a Pompei nel dicembre 1994. Artista eclettico, ama navigare negli oceani della new wave indie-pop strizzando l’occhio al cantautorato italiano grazie alla capacità di raccontare e raccontarsi attraverso ricordi, metafore, parole. “Vivo a Boscoreale, paese in provincia di Napoli con gli occhi sul Vesuvio -spiega- in una strada che porta il nome di ‘Via Parrella’ al singolare, ma che nel corso degli anni, grazie al dialetto, viene comunemente definita al plurale: ‘abito ai Parrelle’; da qui nasce il mio nome d’arte, la strada dove abito, perché ovunque mi porterà la musica non dovrò mai, e dico mai, dimenticare da dove sono partito, le mie radici”.