In occasione dell’uscita a fine marzo del nuovo singolo ‘Sul ramo di un ciliegio’ della band piemontese ‘Il Disordine delle Cose’, Marco Manzella, frontman del gruppo, racconta a IlMohicano il percorso che li ha portati alla creazione dell’album in arrivo il 7 maggio: ‘Proprio adesso che ci stavamo divertendo’. L’album è stato registrato in Italia, dopo una serie di esperienze vissute tra Scozia e Islanda e il cantante spiega “siamo una band che ha sempre cercato il giusto contenitore per produrre (vedi l’album ‘Nel posto giusto’ ndr) e siccome abbiamo sempre privilegiato il lato musicale, cerchiamo nuove sonorità all’estero, soprattutto nel Nord Europa”.
La realizzazione del disco aveva preso il via già nel 2019 e la band avrebbe preferito concludere il percorso all’estero, ma alla fine è stato il Covid a dettare le regole e la registrazione è avvenuta in Italia tra il Piemonte, Aosta e uno studio a Milano. “Alla fine nelle criticità si creano opportunità – spiega Manzella- questo disco è finito per avere più influenza italiana di quanto preventivato, anche grazie all’apporto del produttore Roberto Costa(che ha lavorato con Mina, Lucio Dalla e altri ndr)”.
Anche se a livello logistico il periodo pandemico ha influito nel percorso di realizzazione, a livello ispirazionale non si è intromesso nei testi e nelle sonorità di ‘Proprio adesso che ci stavamo divertendo’, “noi alla fine il disco l’avevamo già preparato, ci siamo detti: andiamo avanti per la nostra strada, ci siamo aggrappati alla nostra essenza, ovvero perseverare sempre nella musica” confida il cantante.
Il brano ‘Sul ramo di un ciliegio’ è un vero inno alla primavera, ma soprattutto “è un ritorno anche per noi” dopo sei anni di pausa “e anche per i nostri fan”. E a proposito di fan, il video che accompagna la canzone è proprio un insieme di piccoli video girati da loro, richiamati dalla band a inviare una piccola clip che li ritraesse nei loro momenti di quotidianità, e nel gesto di togliere simbolicamente la mascherina, come messaggio di augurio e speranza di ritornare presto alla normalità. “Non esisterebbe la musica se non si potesse suonare dal vivo” conclude Marco Manzella, “è molto importante tornare dal vivo e speriamo di farlo presto anche perché la musica è bella perché dà sicurezza”.