Ultimo appuntamento con Lo Stato Sociale e la loro sfida: 5 dischi per 5 artisti, uno per ogni componente della band. A chiudere il progetto, dopo Bebo, Checco, Carota e Lodo, è Albi con un disco che che parla (anche) dei ‘regaz’ de Lo Stato Sociale perché racconta il valore delle relazioni interpersonali che, in una band, come in una famiglia, sono manifestazioni della società.

“È una storia senza fine e senza un inizio preciso -sottolinea Albi- diciamo che tutto ha preso forma quando ho capito cosa volevo fare nella vita: ‘stare bene, fare stare bene e cantare viva la libertà’. Da quel momento mi sono immerso nelle relazioni cercando di rispettare questa mia identità, in un equilibrio instabile sopra la follia di questa strana società globale”.

Ed è così che la parola chiave di ogni canzone diventa ‘rapporto’: con il sistema (‘Sesso, droga e lavorare’), con se stessi (‘Fucking Primavera’), con l’altro in una relazione (‘Belli così’) e con chi non c’è più (‘Equazione’). L’ultima traccia, infatti, diventa il ricordo indelebile dedicato a Mario, amico prematuramente scomparso a causa della leucemia. Tutte le royalties ricavate da ‘Equazione’ saranno devolute all’AIL, associazione italiana contro leucemie linfoma e mieloma.

Un totale di 4 tracce che rompe la geometria dispari cui ci avevano abituati i compagni del collettivo bolognese. Ne manca uno: s’intitola ‘Combat Pop’ e debutterà sul palco del 71° Festival di Sanremo.