(di Edoardo Mengo)

Grande performance ieri sera all’Alcatraz di Milano degli Amon Amarth, che hanno regalato un’ora e mezza di concerto accompagnato da una grande presenza scenica e da una imponente scenografia. Due band di apertura: Arch Enemy e Hypocrisy. Il gruppo, al momento in tour in tutta Europa per la promozione dell’ultimo album ‘Berserker’, uscito il 3 maggio 2019 per la casa discografica ‘Metal Blade Records‘, ha fatto tappa In Italia con un’unica data a Milano. La band, già molto famosa nel panorama metal, è nata a Tumba in Svezia nel 1992 e prende il nome dalla mitologia di J.R.R. Tolkien, infatti in lingua Sindarin significa Monte Fato; i loro testi si ispirano alla mitologia Norrea. La loro prima pubblicazione ufficiale avviene nel 1996 con il demo ‘The Arrival of the Fimbul Winter’, la fama cresce a livello internazionale con l’album ‘Once Sent from the Golden Hall’ che gli ha aperto la porta di uno dei festival metal più importanti d’Europa: il ‘Wacken’. Il gruppo svedese ha infiammato il pubblico con il suo melodic death metal, molto coinvolgente, composto da strumentali che bilanciano perfettamente melodia e aggressività, con l’aggiunta di un cantato potente in growl, il tutto accompagnato da una scenografia in puro stile vichingo. Il gruppo ha proposto una scaletta dei più grandi successi con alcuni brani del nuovo album, ‘Raven’s Flight’, ‘Fafner’s Gold’, ‘Crack the Sky’, ‘Shield Wall’, che è un’altra conferma del loro sound più melodico che li sta rendendo sempre più riconoscibili nella scena internazionale. Il titolo ‘Berserker’ è tratto dalla mitologia Norrea e sta a indicare i guerrieri più temuti, scelti dagli dei in persona per essere trasformati in vere e proprie macchine da guerra sanguinarie.

A esibirsi prima di  loro sono stati gli Arch Enemy, anche loro provenienti dalla Svezia, che hanno già calcato i palchi italiani due volte in Italia negli ultimi tre anni, hanno mostrato al pubblico la furia del ‘Melodic death metal’ con riff di chitarra molto cattivi e aggressivi con ritornelli melodici da cantare a squarciagola. Hanno proposto una scaletta molto varia che tocca i più grandi successi della loro carriera, dagli albori fino al loro ultimo album uscito nel 2017 intitolato ‘Will to Power’. Ad aprire il concerto sono stati gli Hypocrisy, svedesi anch’essi, che hanno variato canzoni da un tempo lento a un tempo più veloce, alternando spesso nelle parti vocali scream e growl.