Sanremo 2027 dice ‘no’ all’AI: le canzoni dovranno restare ‘umane’

Soldi veri

Sanremo alza una barriera contro le canzoni costruite dall’intelligenza artificiale proprio mentre la musica generata dalle macchine invade le piattaforme digitali. Il regolamento del Festival 2027 stabilisce che i brani in gara dovranno essere espressione della creatività umana e vieta l’impiego di sistemi di AI quando sostituiscano o alterino il contributo creativo degli autori e degli artisti. È questa la novità più significativa della prossima edizione della manifestazione, affidata alla direzione artistica e alla conduzione di Stefano De Martino e in programma dal 16 al 20 febbraio 2027. Il Festival introduce anche due serate-evento, una Giuria internazionale di esperti e un nuovo meccanismo per la scelta del rappresentante italiano all’Eurovision Song Contest. Ma è la norma sull’intelligenza artificiale a collocare Sanremo dentro il principale dibattito che attraversa oggi l’industria musicale: chi può essere considerato autore di una canzone quando testo, melodia, voce o arrangiamento possono essere prodotti in pochi secondi da un algoritmo?

L’AI GENERA GIÀ OLTRE LA METÀ DEI NUOVI BRANI CARICATI SU DEEZER

Non esiste ancora una percentuale attendibile della musica mondiale “scritta con l’AI”. Le piattaforme non applicano gli stessi sistemi di rilevazione e gli artisti non sono sempre tenuti a dichiarare se abbiano utilizzato strumenti generativi. C’è inoltre una differenza sostanziale tra un brano interamente prodotto da un modello e una canzone umana nella quale l’intelligenza artificiale sia stata impiegata soltanto per una voce, una base, un singolo strumento o la postproduzione. Il dato più aggiornato arriva da Deezer. Nel giugno 2026 la piattaforma ha registrato, nel momento di picco, circa 90mila tracce interamente generate dall’AI al giorno, oltre il 50% di tutta la nuova musica consegnata quotidianamente al servizio. Nell’aprile precedente erano quasi 75mila, pari al 44% degli upload: più di due milioni di nuovi brani artificiali in un solo mese.

La crescita è stata rapidissima. Nel gennaio 2025 la quota rilevata da Deezer era intorno al 10%; ad aprile era salita al 18%, a novembre al 34% e nel gennaio 2026 aveva raggiunto il 39%, con circa 60mila brani caricati ogni giorno. Questi numeri descrivono gli upload su una singola piattaforma, non l’intera produzione musicale mondiale. E non indicano necessariamente ciò che le persone ascoltano: quando i brani AI costituivano il 44% delle nuove consegne a Deezer, generavano soltanto tra l’1 e il 3% degli ascolti complessivi. La piattaforma stimava inoltre che l’85% degli stream ottenuti da quelle tracce fosse fraudolento e dovesse essere escluso dalla remunerazione.

SANREMO VIETA LA SOSTITUZIONE DELLA CREATIVITÀ, NON OGNI STRUMENTO DIGITALE

La formulazione scelta dalla Rai non introduce un divieto indistinto di qualunque tecnologia basata sull’intelligenza artificiale. Il regolamento colpisce il suo impiego quando comporti “la sostituzione o l’alterazione del contributo creativo degli autori e degli artisti”. Il discrimine diventa quindi il ruolo svolto dalla macchina nel processo creativo.

La regola dovrebbe escludere una canzone composta integralmente attraverso un generatore automatico, così come un testo o un’interpretazione che sostituiscano il lavoro dell’autore o dell’artista. Resta invece meno netto il confine relativo agli strumenti di assistenza, correzione e produzione che non cancellano il contributo umano. Saranno le modalità applicative e gli eventuali chiarimenti della Rai a indicare come verranno valutati i casi ibridi.

Il comunicato ufficiale sintetizza la novità con la formula “no uso IA nella stesura dei brani”, mentre il regolamento richiede che le canzoni rimangano espressione della creatività umana. La distinzione è importante perché l’intelligenza artificiale può intervenire in fasi molto diverse: scrivere un testo, proporre una melodia, simulare una voce, generare strumenti, modificare il timbro di un cantante oppure intervenire sul missaggio. Classificare una canzone semplicemente come “AI” o “non AI” diventa quindi sempre più difficile.

SPOTIFY HA RIMOSSO 75 MILIONI DI TRACCE SPAM

Anche Spotify ha dovuto rafforzare le misure contro la produzione artificiale di massa. La piattaforma ha dichiarato di avere rimosso in dodici mesi oltre 75 milioni di tracce considerate spam. Non si tratta, è bene precisarlo, di 75 milioni di canzoni tutte certamente generate dall’intelligenza artificiale: il dato comprende upload seriali, duplicati, manipolazioni dei sistemi di ricerca e altri contenuti costruiti per sfruttare i meccanismi di remunerazione. Spotify riconosce tuttavia che l’AI ha reso molto più semplice produrre e caricare enormi quantità di musica a basso costo.

Il problema non riguarda soltanto la qualità. La produzione automatizzata può essere utilizzata per alimentare sistemi fraudolenti, imitare artisti esistenti, creare falsi profili o sottrarre visibilità e ricavi ai musicisti reali. Nel 2026 Spotify ha quindi introdotto strumenti di trasparenza, crediti relativi all’impiego dell’AI e un contrassegno per identificare le identità artistiche generate artificialmente.

Secondo una ricerca accademica condotta sulla musica AI presente nello streaming, il 93% dei brani artificiali analizzati ottiene pochi ascolti o non ne registra affatto. Il modello prevalente è quello della pubblicazione seriale: immettere migliaia di tracce in generi differenti nella speranza che almeno una venga intercettata dagli algoritmi o generi ricavi.

FINO AL 24% DEI RICAVI DEGLI AUTORI A RISCHIO ENTRO IL 2028

La diffusione della musica generativa apre anche una questione economica e di diritto d’autore. Uno studio commissionato dalla Confederazione internazionale delle società di autori e compositori, Cisac, stima che entro il 2028 l’espansione dei contenuti generati dall’AI potrebbe mettere a rischio il 24% dei ricavi dei creatori musicali. La perdita cumulata viene valutata in dieci miliardi di euro nell’arco di cinque anni, con quattro miliardi di mancati introiti nel solo 2028, se non cambieranno le condizioni del mercato e le regole sulla remunerazione.  Le previsioni non misurano quanta musica sia già oggi composta dall’AI, ma mostrano le potenziali conseguenze della sua penetrazione. Il nodo riguarda anche l’addestramento dei modelli: testi, composizioni e registrazioni possono essere utilizzati per istruire i sistemi generativi senza che gli autori abbiano dato il consenso o ricevuto un compenso.

In questo scenario, la scelta di Sanremo assume un peso che supera il perimetro della gara. Il principale evento della musica italiana afferma che la tecnologia può accompagnare la produzione, ma non prendere il posto di chi scrive, compone e interpreta.

DUE SERATE-EVENTO E UNA GIURIA INTERNAZIONALE

Il Festival 2027 si articolerà in cinque serate e vedrà in gara 24 artisti nella categoria unica dei Campioni. Uno dei posti sarà assegnato al vincitore di “Sarà Sanremo 2026”, ammesso direttamente alla competizione. La terza serata sarà dedicata alle Cover. Ogni concorrente interpreterà un brano del repertorio italiano o internazionale insieme a uno o più ospiti, italiani o stranieri, scelti d’intesa con la Direzione artistica e la Rai. La serata avrà una classifica autonoma e un proprio vincitore, ma il risultato non concorrerà a determinare la graduatoria finale del Festival. Venerdì 19 febbraio debutterà invece la Serata Performance. Gli artisti dovranno presentare il proprio brano attraverso soluzioni interpretative, esecutive o sceniche diverse da quelle adottate nelle altre serate. A votare saranno il pubblico e la nuova Giuria internazionale di esperti, formata da personalità della musica e dello spettacolo mondiale. Il vincitore della Serata Performance rappresenterà la Rai e l’Italia all’Eurovision Song Contest 2027. La partecipazione europea viene così separata dalla vittoria assoluta del Festival.

LA FINALE E LE SCADENZE

La classifica finale di Sanremo sarà determinata dai risultati delle votazioni della prima, della seconda e della quinta serata. I concorrenti meglio classificati accederanno alla fase conclusiva: il nuovo voto del pubblico si sommerà al “tesoretto” accumulato attraverso le tre votazioni precedenti per individuare il vincitore del Festival. Le 24 canzoni dovranno essere inedite e non potranno superare i tre minuti e trenta secondi. Per le esibizioni della Serata Cover, la durata massima sarà invece di quattro minuti. Le proposte artistiche dovranno essere presentate entro il 23 novembre 2026. L’annuncio degli artisti selezionati potrà avvenire a partire dal 29 novembre.

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