Dallo spazio: Parmitano, “Cambiamento climatico devastante per la terra”
“In un anno trascorso in orbita ho visto gli effetti, spesso devastanti, dei cambiamenti climatici. È qualcosa che sta avvenendo e ce ne accorgiamo tutti. Non serve andare nello spazio per rendersene conto”. Lo ha detto l’astronauta dell’Agenzia spaziale europea (Esa) Luca Parmitano, intervenendo in collegamento dal centro di addestramento della Nasa di Houston alla trasmissione ‘Filorosso’ di Rai 3.
L’astronauta catanese, 49 anni, è stato scelto il 9 giugno scorso dalla Nasa come pilota della missione Artemis III, che dovrebbe riportare l’uomo sulla Luna dopo oltre cinquant’anni. Volerà insieme al comandante Randy Bresnik e agli specialisti di atterraggio Frank Rubio e Andre Douglas, entrambi della Nasa. A bordo della navicella Orion, Parmitano prenderà i comandi per le manovre di avvicinamento e attracco a due prototipi del sistema di atterraggio lunare, mentre l’Esa fornirà il Modulo di Servizio Europeo, cuore propulsivo e vitale del veicolo, che garantisce aria, acqua ed energia elettrica all’equipaggio. L’addestramento dell’equipaggio si svolge tra il Johnson Space Center di Houston, dove sono concentrati i simulatori della navicella Orion, il Kennedy Space Center in Florida, per la familiarizzazione con i sistemi in allestimento, e le coste della California, dove si tengono le esercitazioni di recupero e sopravvivenza in mare dopo l’ammaraggio.
Non è la prima volta che Parmitano si misura con test di questo tipo: nella primavera del 2025 aveva già preso parte, al largo della California, all’Underway Recovery Test 12 della Nasa, un’esercitazione congiunta con il Dipartimento della Difesa statunitense per validare le procedure di recupero in vista del volo Artemis II. Prima di entrare nel corpo astronauti dell’Esa, era stato pilota collaudatore sperimentale dell’Aeronautica Militare Italiana, formatosi alla scuola francese Epner di Istres, con oltre 2.000 ore di volo su più di 40 tipi di velivoli.
Per Parmitano si tratta del terzo capitolo di una carriera spaziale già ricca di primati. Ha trascorso complessivamente 366 giorni in orbita nel corso di due missioni di lunga durata sulla Stazione spaziale internazionale, ‘Volare’ nel 2013 e ‘Beyond’ nel 2019-2020, durante le quali ha condotto sei passeggiate spaziali per oltre 30 ore complessive di attività extraveicolare, diventando inoltre il primo italiano – e il terzo europeo – al comando della Iss, nella Expedition 61. Al rientro sulla Terra ha lavorato come ufficiale di collegamento dell’Esa presso il Johnson Space Center, ricoprendo il ruolo di Capcom e occupandosi dell’addestramento degli astronauti europei per le attività extraveicolari e le operazioni robotiche.
L’astronauta ha quindi richiamato l’attenzione sull’emergenza climatica, spiegando che la prospettiva offerta dalle missioni spaziali consente di osservare con particolare evidenza le trasformazioni in atto sul pianeta. “La preoccupazione è qualcosa che condivido con tanti scienziati. Dobbiamo limitare questi stravolgimenti climatici”, ha affermato. Non è la prima volta che Parmitano lega la sua esperienza in orbita al tema ambientale: durante la sua seconda missione aveva inviato un messaggio ai leader mondiali riuniti alla Conferenza delle Nazioni Unite sul clima, la Cop25.
Secondo Parmitano, la risposta alla crisi climatica passa attraverso la ricerca e l’innovazione. “Credo che la scienza e la tecnologia siano la risposta ai cambiamenti climatici, ma ci deve essere anche la volontà di intervenire”, ha concluso.





