Più spiagge libere con docce, bagni e salvataggio gratis: sei d’accordo?

Last Updated: 17 Luglio 2026By Tags: ,

Soldi veri

Più spiagge pubbliche, gratuite ma con gli stessi servizi degli stabilimenti balneari. È la scommessa lanciata da Spotorno, comune della Riviera ligure, che dal 2027 porterà al 40% la quota di litorale destinata a spiagge libere e libere attrezzate. Una scelta che va oltre il semplice riassetto delle concessioni demaniali e riapre una domanda destinata ad accompagnare il turismo balneare italiano: il mare deve essere sempre più accessibile a tutti oppure continuare a puntare sul modello degli stabilimenti privati?

Il progetto approvato dall’amministrazione comunale prevede che il 20% della costa sia occupato da spiagge completamente libere e un altro 20% da spiagge libere attrezzate. Nessuna riduzione del numero degli operatori balneari, assicura il Comune, ma una diversa distribuzione degli spazi attraverso le future gare per le concessioni.

L’elemento innovativo riguarda soprattutto i servizi. Le nuove spiagge pubbliche saranno dotate di pulizia quotidiana, servizio di salvataggio, docce, servizi igienici e manutenzione costante, senza alcun costo per i bagnanti. Le spese di gestione saranno sostenute dai ricavi dei chioschi presenti sulle spiagge, con l’obiettivo di rendere il sistema economicamente autosufficiente senza gravare sulle casse comunali.

Secondo il sindaco Mattia Fiorini, la spiaggia libera non dovrebbe più essere confinata nelle porzioni meno pregiate del litorale, ma trovare spazio anche nelle aree centrali e più attrattive, con la stessa dignità degli stabilimenti balneari. Un cambio di paradigma che punta a modificare anche la percezione culturale della spiaggia pubblica, spesso considerata sinonimo di servizi ridotti.

La decisione arriva in una fase particolarmente delicata per tutto il comparto balneare italiano. Il riordino delle concessioni demaniali, imposto anche dall’evoluzione della normativa europea e dalle sentenze che hanno rimesso al centro il tema della concorrenza, sta costringendo amministrazioni locali e operatori a ripensare l’equilibrio tra interesse pubblico e attività economiche.

Il caso di Spotorno ha già provocato forti reazioni tra i concessionari, che temono una riduzion

In Italia, invece, il rapporto tra spiagge in concessione e spiagge libere continua a variare sensibilmente da comune a comune. In molte località, soprattutto lungo la Riviera ligure e in alcune aree dell’Adriatico, trovare un tratto di arenile gratuito può risultare difficile durante l’alta stagione, alimentando da anni il dibattito sul diritto di accesso al mare. “Secondo il Rapporto Spiagge 2024 di Legambiente, il 42,8% delle spiagge sabbiose italiane è occupato da concessioni balneari, con punte vicine al 70% in Liguria, Emilia-Romagna e Campania.”

Resta in tutti i casi una questione destinata a creare dibattito nell’opinione pubblica, tra operatori e amministratori.

Più spiagge libere: sei d’accordo?

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