Una nuova cultura per le sfide del pianeta

Politico

Arte e scienza stanno costruendo un terreno comune. La spinta viene dall’urgenza provocata dal cambiamento climatico, dall’ intelligenza artificiale, dal collasso della biodiversità: le grandi sfide del presente richiedono insieme dati e immagini, modelli e storie, rigore e immaginazione. La separazione tra le ‘due culture’ — secondo la celebre definizione del fisico e scrittore britannico C.P. Snow nel 1959 — si rivela oggi non solo anacronistica, ma pericolosa. Non è un caso che oltre 250 artisti siano stati residenti al CERN di Ginevra dal lancio del programma Arts at CERN, 700 studenti italiani coinvolti nell’ultimo anno scolastico nei percorsi STEAM, 500 bambini a Modena hanno imparato la biodiversità guardando film d’animazione e discutendo con ricercatori universitari.

Il CERN: oltre 250 artisti, programmi attivi fino all’estate 2026

Pochi luoghi al mondo incarnano meglio questa svolta del CERN di Ginevra. Nel 2024 più di 250 artisti avevano già preso parte a residenze presso il laboratorio, immersi in una comunità di oltre 17.000 scienziati, ingegneri e tecnici. Il programma Arts at CERN è oggi articolato in più filoni attivi contemporaneamente. Il programma Resonance — dedicato agli artisti con base a Ginevra — ha appena chiuso la call per la residenza primavera-estate 2026. In parallelo, il programma Connect ha avviato la sua nona edizione con Connect Argentina, residenza condivisa tra il CERN e l’Osservatorio Pierre Auger, con gli artisti selezionati che a inizio 2026 hanno proseguito la loro ricerca con una residenza di tre settimane a Ginevra. Il programma Collide, intanto, ha appena annunciato la vincitrice dell’edizione Collide Stockholm — in collaborazione con il Nobel Prize Museum — assegnata alla cineasta lituana Emilija Škarnulytė.

Gli artisti non sono al CERN per illustrare gli acceleratori, ma per abitare lo stesso spazio mentale dei fisici, assorbire domande e linguaggi, e restituirli trasformati. E spesso, raccontano i ricercatori, il dialogo offre loro un angolo inatteso sui propri stessi esperimenti.

Il MUSE di Trento: dalla biodiversità alla Groenlandia

Progettato da Renzo Piano e punto di riferimento europeo per la capacità di intrecciare scienza, natura e racconto visivo, il MUSE di Trento ha portato questa logica fino ai confini del mondo. Tra agosto e settembre 2025 il suo team ha condotto una prima missione in Groenlandia orientale, nei pressi di Tasiilaq, per avviare uno studio partecipativo su un antico insediamento Inuit, in un contesto segnato dai rapidi cambiamenti climatici e sociali che interessano l’Artico. Scienza bio-culturale, memoria delle comunità locali e impatto visivo della crisi climatica si intrecciano in modo inseparabile: è esattamente il tipo di progetto che non esisterebbe senza il corto circuito tra le due culture.

STEAM: la A che cambia tutto

In Italia, STEAM4Future ha appena chiuso la sua nona edizione coinvolgendo nell’anno scolastico 2025-2026 oltre 700 studenti di scuole secondarie a Taranto, Milano, Napoli e Roma, con il supporto scientifico di università come il Politecnico di Bari, la Bocconi, la Federico II e Roma Tre. Sul fronte della formazione dei docenti, l’Opificio Golinelli di Bologna ha ospitato a maggio 2026 una scuola internazionale Erasmus+ interamente dedicata all’insegnamento con approccio STEAM, con laboratori pratici per docenti europei su come superare i confini tra le discipline.

La A di Arts non è un’aggiunta cosmetica alla sigla STEM. Significa ripensare curricolo, didattica e valutazione. Significa insegnare che un grafico può essere bello, che una formula può avere eleganza, che un’opera d’arte può contenere più dati di un articolo scientifico.

L’intelligenza artificiale: il nuovo terreno comune

Il fronte più acceso è oggi quello dell’intelligenza artificiale generativa. Strumenti come Midjourney, Stable Diffusion e Sora hanno aperto un dibattito profondo sulla natura stessa della creatività: cosa significa creare se una macchina produce in secondi un’immagine o una composizione musicale? Non è un caso che il CERN abbia scelto proprio questo tema per il suo primo Art and Science Summit del febbraio 2025, con un programma che includeva letteratura, filosofia, musica sperimentale e arte digitale. Ricercatori di AI e artisti si trovano per la prima volta a condividere lo stesso oggetto di riflessione: i primi hanno bisogno dei secondi per capire cosa significhino davvero stile e originalità; i secondi hanno bisogno dei primi per comprendere meccanismi, bias e limiti degli strumenti che usano o che combattono.

In questo quadro si inserisce il progetto ‘Arte e Scienza per il Pianeta’ conclusosi nelle scorse settimane a Modena: 500 bambini alle proiezioni, 741 ai laboratori, 68 docenti formati. Numeri piccoli rispetto alla scala globale del fenomeno, ma significativi per quello che rappresentano. Portare ‘Wall-E’ in una classe primaria e far discutere i bambini con un ingegnere ambientale è un modo per formare menti capaci di muoversi tra registri diversi, tradurre dati in immagini e immagini in domande, non aver paura della complessità.

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