Made in Italy, un ponte tra competenze, industria e territorio
La Sala Colucci di Palazzo Castiglioni ha ospitato la tappa milanese del Giro d’Italia del Made in Italy, il road show promosso dalla Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy con il sostegno dei Ministeri delle Imprese e del Made in Italy e dell’Istruzione e del Merito, in collaborazione con la Casa del Made in Italy della Lombardia. Una giornata interamente dedicata al dialogo tra formazione e sistema produttivo, che ha visto la partecipazione di cinque istituti scolastici – tra Licei del Made in Italy e istituti tecnici del modello 4+2 – e il coinvolgimento di circa 170 studenti.
Job Day: 170 colloqui in una sola giornata
Il cuore dell’iniziativa è stato il Job Day del Made in Italy, organizzato insieme ad Assosomm, che ha trasformato il road show in un’occasione concreta di incontro tra domanda e offerta di lavoro. Nel corso della giornata sono stati realizzati 170 colloqui tra aziende, centri per l’impiego, studenti e persone in cerca di occupazione, confermando l’efficacia di un modello capace di generare opportunità reali e immediate. Per molti ragazzi si è trattato del primo confronto diretto con il mondo professionale, un passaggio che ha assunto un valore formativo decisivo. «Partecipare ai colloqui è stata un’opportunità preziosa, che ci ha permesso di capire meglio cosa ci aspetta dopo la scuola», ha raccontato Alessandro Tinelli, studente dell’Istituto Carlo Porta.
Brugnoli: “Costruiamo un ponte tra competenze e imprese”
Nel suo intervento, Giovanni Brugnoli, presidente della Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy, ha sottolineato la necessità di ricucire la distanza tra scuola e industria. «Stiamo costruendo un ponte, necessario e non più rimandabile, tra competenze, industria e territorio. Per troppo tempo questi mondi sono rimasti distanti, creando un divario che oggi sfiora il 50%. Le imprese cercano talento, i giovani cercano futuro. Il nostro compito è farli incontrare». Brugnoli ha poi richiamato il ruolo strategico della Lombardia, responsabile da sola di un quarto dell’export nazionale, e la forza del Made in Italy come identità produttiva e culturale.
Il ruolo di Milano tra formazione e lavoro
Un messaggio condiviso anche dalle istituzioni locali. «Quando scuola, imprese e istituzioni lavorano insieme si creano opportunità vere, non solo raccontate», ha dichiarato Martina Riva, Assessore allo Sport, al Turismo e alle Politiche Giovanili del Comune di Milano. «I giovani vogliono incontrare il mondo del lavoro e farlo presto, per orientare meglio il proprio percorso. Milano vuole essere una città che riduce la distanza tra formazione e occupazione».
Sulla stessa linea l’intervento di Simonpaolo Buongiardino, vicepresidente di Confcommercio Milano, che ha evidenziato come i percorsi tecnici rappresentino oggi una scelta di valore e non più un’opzione di ripiego. «La moltitudine dei giovani di oggi esprime una forte volontà di mettersi in gioco. È fondamentale creare occasioni di incontro tra giovani, associazioni e imprese: è da questo rapporto che passa il futuro del territorio».
Assosomm: “Ridurre la distanza tra scuola e impresa”
Per Gianni Quatera, vicepresidente Assosomm, giornate come questa confermano il ruolo delle Agenzie per il Lavoro come cerniera tra potenziale umano e bisogni delle imprese. «Ridurre la distanza tra scuola, lavoro e impresa è essenziale. Qui lo abbiamo fatto in modo concreto».
Il fumetto del Liceo del Made in Italy racconta l’eccellenza italiana
Durante l’evento è stato presentato anche un fumetto realizzato dalla classe 2A del Liceo del Made in Italy dell’Istituto Labor, che racconta il percorso delle imprese italiane dai distretti locali al mercato globale, valorizzando innovazione, territorio ed eccellenze produttive.
Il Giro d’Italia del Made in Italy, coordinato dal Direttore Generale della Fondazione Michele Raccuglia, prosegue ora il suo viaggio attraverso il Paese con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra scuola, impresa e istituzioni. Una missione che punta a valorizzare il capitale umano e le competenze come leve decisive per la competitività dell’Italia, trasformando la formazione in opportunità e il talento in movimento in una risorsa per il futuro.





