Isabella Ragonese è Clitennestra a Padova

Last Updated: 2 Febbraio 2024By Tags: ,

NewsTeatro

Isabella Ragonese è Clitennestra a Padova. Il Teatro Verdi alza il sipario sul mito classico in una rappresentazione che debutta mercoledì 24 gennaio alle ore 20.30.

LA TRAMA

La vicenda è quella narrata nell’Agamennone, la prima delle tre tragedie che compongono l’Orestea di Eschilo, che risale al 458 a.C. L’eroe greco torna ad Argo, dopo la vittoria degli Acei su Troia. Lo attende la sposa, che coltiva una feroce volontà di vendetta dopo che la figlia Ifigenia è stata anni prima sacrificata agli dei per propiziare la vittoria. La versione portata a teatro è tratta da  “La casa dei nomi” di Colm Tóibín, qui adattata e diretta da Roberto Andò, che mette in luce gli aspetti umani della regina assassina. E cos’ trasforma il mito classico in una tragedia profondamente umana

Lo spettacolo, prodotto da Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e Campania Teatro Festival – Fondazione Campania dei Festival, sarà in scena fino a domenica 28 gennaio al Teatro Verdi di Padova, per poi trasferirsi a Venezia al Teatro Goldoni dall’1 al 4 febbraio.

IL CAST

Nel cast Ivan Alovisio nel ruolo di Agamennone, Arianna Becheroni nei panni di Ifigenia, Denis Fasolo in quelli di Achille, Katia Gargano la donna anziana del popolo, Federico Lima Roque Egisto, Cristina Parku Cassandra e Anita Serafini Elettra. A costituire il coro saranno Luca De Santis, Eleonora Fardella, Sara Lupoli, Paolo Rosini, Antonio Turco.

L’ADATTAMENTO DI ROBERTO ANDO’

La regina Clitennestra si rivela non solo l’iconica vendicatrice mitica, ma anche una donna alle prese con il complesso mondo del potere moderno e un amore segreto con Egisto, interpretato da Roque Lima. Il romanzo di Tóibín, L’adattamento di Roberto Andò cattura la potenza emotiva del personaggio di Clitennestra, offrendo uno sguardo approfondito sulle azioni e le parole che illuminano la sua interiorità danneggiata. Il risultato è un teatro di ombre, voci e fantasmi che si muove tra i labirinti della mente e un luogo senza tempo dove vivi e morti dialogano senza tregua.

LUCI E SCENE

Le scenografie e le luci sono curate da Gianni Carluccio, i costumi da Daniela Cernigliaro, le musiche e la direzione del coro da Pasquale Scialò, il suono da Hubert Westkemper e le coreografie da Luna Cenere.