MILANO/ Gli impegni della Caritas Ambrosiana per il 2024. Gualzetti: “a fianco di persone vulnerabili e comunità sofferenti”

MilanoNews

Milano – Il 2023 è stato un anno di gravi, in alcuni casi catastrofiche emergenze umanitarie, determinatesi (o protrattesi) in diverse aree del mondo e dovute a cause naturali, più spesso all’infausta azione dell’uomo. Caritas Ambrosiana, in accordo con Caritas Italiana, e all’interno della rete Caritas Internationalis, ha attivato raccolte fondi, ha finanziato azioni d’urgenza e progetti di aiuto, soprattutto si è disposta – come è nello stile d’azione Caritas rispetto alle grandi emergenze – a programmare interventi di medio e lungo periodo, che dureranno nei prossimi mesi e anni.

“È nostro costume, e soprattutto nostro compito statutario – dichiara Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana –, non limitarci al soccorso dettato dall’emozione, ma metterci a fianco di persone vulnerabili e comunità sofferenti, per stabilire relazioni di conoscenza, fraternità e aiuto, che in una prospettiva di lunga relazione possano dare frutti di ricostruzione materiale e ritessitura sociale, ma soprattutto esiti di giustizia, tesi a eliminare le cause che producono e alimentano disuguaglianze, violenze, violazioni dei diritti umani”.

L’impegno prosegue ovviamente anche nel 2024.

Innanzitutto in Terra Santa. I milanesi possono contribuire agli sforzi Caritas con la raccolta fondi. I proventi (in aggiunta a quanto raccolto con i regali Solidali) serviranno a sostenere la ripresa (a Gaza) e il rafforzamento (in Cisgiordania) delle azioni di Caritas Gerusalemme, concentrate storicamente sul fronte sanitario, oltre che sull’erogazione di aiuti di prima necessità.

In Libano, dove imperversa una crisi politica ed economica durissima, Caritas Ambrosiana continua ad aiutare Caritas Libano, molto attiva nel sostegno alle famiglie impoverite distribuendo cibo, aiuti e sussidi economici per l’acquisto di medicine o il pagamento di visite mediche e ricoveri ospedalieri, oltre che nell’assistenza (a Beirut) agli sfollati dal sud del Libano, fronte di tensione tra Israele ed Hezbollah.

In Siria per il 2024, Caritas Ambrosiana sta studiando interventi di ricostruzione. Scuole danneggiate, centri di salute, strutture di accoglienza, altri servizi comunitari: insieme a Caritas Italiana e ad altre Caritas diocesane, verranno individuati interventi concreti sui cui concentrare gli sforzi.

La rete Caritas collabora con Caritas Marocco e altre organizzazioni della società civile dai giorni successivi al forte terremoto che l’8 settembre ha colpito la regione montana dell’Alto Atlante e Marrakech (circa 3 mila morti, migliaia di feriti e persone senza alloggio, ingenti danni materiali). L’azione Caritas si concentra nella provincia di Ouarzazate e fornisce tende adeguate alle rigide temperature invernali, materiali per l’igiene e la cucina, servizi igienici, sostegno psicosociale, sostegno alle persone con disabilità e a bambini in terapia oncologica e alle loro famiglie. Nel 2024 seguiranno interventi per la riattivazione delle attività economiche e la ricostruzione di abitazioni ed edifici comunitari.

L’aiuto ai profughi della guerra scatenata dalla Russia in Ucraina è proseguito per tutto il 2023 anzitutto nella diocesi di Milano. Caritas Ambrosiana supporta, anche economicamente, l’accoglienza condotta dalle cooperative del suo sistema e da numerose parrocchie, volta a ospitare e inserire in diversi territori e con diverse formule circa 650 persone (dato aggiornato a ottobre).

All’estero, Caritas Ambrosiana ha scelto di concentrare gli aiuti ai profughi sulla Repubblica di Moldova, grazie al collaudato partenariato con la locale associazione Missione Sociale Diaconia. In Moldova si è registrato il più alto numero di ingressi di profughi ucraini (988 mila, di cui 37% donne e 45% minori, dati Unhcr) in rapporto alla popolazione residente. Nel 2024 proseguiranno (grazie a un budget di 350 mila euro) la fornitura di aiuti umanitari, soprattutto per affrontare le rigide temperature invernali, e interventi di accoglienza e supporto psicologico in comunità per donne con figli neonati. Verranno inoltre aperti un servizio di cura e baby sitting per bambini da 2 a 6 anni e un nuovo centro diurno a Cahul, nel sud del paese, dedicato ai bambini rifugiati, attrezzato con computer e connessione internet per la scuola online, dotato dei materiali didattici necessari per il doposcuola e ispirato al modello del centro Anastasis di Balti, inaugurato a maggio 2022.

Le aree colpite dalla guerra civile 2020-2022 in Etiopia (500 mila morti e più di 2 milioni di sfollati interni), in cui la rete Caritas è impegnata sin dall’inizio del conflitto, sono segnate da ulteriori gravi problemi di origine climatica e sanitaria. La siccità affligge le regioni di Afar, Amhara e Tigray, mentre l’infestazione di locuste del deserto aggrava il rischio di insicurezza alimentare e rappresenta una minaccia per raccolti e pascoli. La convergenza di questi shock con epidemie di colera, malaria e morbillo aggrava la vulnerabilità di numerose comunità e di tanti sfollati interni. Gli interventi Caritas si sono concentrati, inizialmente, sulle necessità prioritarie, garantendo cibo, acqua, prodotti per l’igiene, medicinali, costruzione di servizi igienici. Gradualmente si sono avviate azioni (distribuzione di sementi, attrezzi agricoli e animali, ma anche piccoli finanziamenti) per la ripresa delle coltivazioni e dell’allevamento; non sono mancati interventi per il sostegno psicologico post-traumatico e iniziative per favorire il dialogo e la convivenza pacifica. Sinora Caritas Ambrosiana ha contribuito per 128 mila euro e proseguirà il suo sostegno nel 2024.

Per sostenere le raccolte fondi di Caritas Ambrosiana

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