TEATRO/ Gabriele Lavia porta in scena al Duse di Bologna ‘Un curioso accidente’ di Carlo Goldoni

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Dopo il successo de ‘Il Berretto a sonagli’, Gabriele Lavia e la sua Compagnia affrontano, insieme al Teatro di Roma e al Teatro della Toscana una nuova produzione: la divertente commedia di Carlo Goldoni ‘Un curioso accidente’, in scena al Teatro Duse di Bologna dall’8 al 10 dicembre (ore 21, domenica ore 16). Sul palco con Lavia, che interpreta Monsieur Filiberto e firma la regia, anche Federica Di Martino nel ruolo di Madamigella Giannina.

Tra le commedie più tradotte e rappresentate all’estero, la vicenda si svolge in Olanda e, come scrive Goldoni nella prefazione alla prima edizione: “non è che un fatto vero, verissimo” che gli fu raccontato da “persone degne di fede in Venezia al Caffè della Sultana, nella Piazza di S. Marco, e le persone medesime – riferisce Goldoni – mi hanno eccitato a formarne una comica rappresentazione. Il puro fatto, nella maniera colla quale mi venne esposto, era di tal maniera circonstanziato, che quantunque vero, parea inverisimile, e tutta la mia maggiore fatica fu di renderlo più credibile e meno romanzesco. Tanto è vero, che si danno delle stravaganze in natura, che non sono trattabili sulla scena, perché contrarie troppo ai caratteri conosciuti, o eccedenti nell’ordine della condotta ordinaria degli uomini”.

Lo sfondo storico di questa singolare commedia di Goldoni, spiega Lavia “è la Guerra dei sette anni che si combatté tra il 1756 e il 1763 e che coinvolse le principali potenze europee di quel tempo. La guerra fu combattuta in Europa e nell’America Settentrionale. Da una parte c’erano il Regno di Inghilterra, il Regno di Prussia, l’Elettorato di Hannover, gli Stati minori della Germania nord-occidentale e il Portogallo. Dall’altra parte c’era una coalizione formata dal Regno di Francia, Monarchia Asburgica, Sacro Romano Impero, Impero Russo, Svezia e Spagna. E, addirittura, le popolazioni native dell’India e dell’America Settentrionale.

“La guerra si concluse col trionfo della Gran Bretagna che ottenne i maggiori successi politici e territoriali. Gli sconfitti furono i Francesi -prosegue Lavia- ed ecco perché i due soldati ospiti in casa di Monsieur Filiberto sono francesi, che perdettero il Canada, alcune colonie sulle rive del Mississippi, in India, nei Caraibi, in Senegal. Insomma, un vero disastro” prosegue l’attore e regista. “E dunque, i due soldati francesi hanno buone ragioni per essere un po’ depressi. Sono soldati ridotti proprio male e non hanno più un quattrino perché quella guerra segnò il tramonto coloniale della Francia e l’inizio di un periodo difficilissimo. Se avesse vinto la Francia quella guerra, forse, in America si parlerebbe il Francese” aggiunge Lavia, ricordando che “l’Olanda era rimasta a guardare e a fare i suoi affari con la guerra vivendo un periodo tranquillo e prospero. Ed è proprio in quel mondo tranquillo e prospero, nella casa prospera e tranquilla di Monsieur Filiberto, che ha una figlia da maritare, la quale figlia ha una cameriera anch’essa in età da marito, che capitano ‘i due soldati francesi sconfitti”, conclude Lavia per il quale questa commedia di Goldoni è “un autentico delicato capolavoro”.

Credit Photo: Tommaso de La Pera

(Ros – Il Mohicano)