MUSICA/ L’amore di Letizia Brugnoli per il jazz trasmessogli dal padre Franco a cui dedica l’album ‘Crystal Flower’

MusicaNews

(di Daniele Rossignoli) – Si intitola ‘Crystal Flower’ il nuovo album di Letizia Brugnoli per l’etichetta Irma Records. Si tratta di un disco di jazz ma non un jazz per puristi o amanti della sperimentazione, ma piuttosto per tutti coloro che hanno semplicemente voglia di ascoltare musica con attenzione. Volutamente, i brani sono stilisticamente eterogenei e vanno dallo swing ai brani di derivazione brasiliana fino al latin con influenze dell’electric-jazz Anni Settanta. La cantante Letizia Brugnoli ha infatti avuto spazio per ogni sfumatura vocale ed interpretativa ed i musicisti hanno potuto esprimersi in modo sempre vario ed eclettico. Cimentarsi con generi diversi è stata una stimolante sfida non solo per loro, ma anche per il compositore ed arrangiatore, Roberto Sansuini. Tutti i brani sono stati scritti ed arrangiati da Roberto Sansuini, i testi, sia in italiano che in inglese, scritti da Letizia Brugnoli.

Ma come nasce Letizia Brugnoli interprete jazz?: “mio padre Franco era musicista, oltre che giornalista -racconta intervistata da IlMohicano– sono cresciuta in mezzo alla musica. Lui era un bambino prodigio che a quattro anni già suonava il piano e la fisarmonica. Sono quindi vissuta in quel contesto. L’album è proprio dedicato a lui scomparso nel maggio 2021. A lui principalmente devo il mio amore e la mia passione per la musica. ‘Agua de Maio’ è stata scritta per lui ed è sempre una grande emozione cantarla. Anche in ‘Shadows’ parlo di lui e di quanto quotidianamente mi manchi. Molti testi dell’album hanno quindi carattere autobiografico, altri invece sono stati scritti immaginando il punto di vista di un ipotetico protagonista”.

“Roberto Sansuini mi aveva invorchestra rai, tiziana ghiglioni, giorgio gaslinin, iato le tracce dell’album e le partiture anni fa -.prosegue l’artista- io ho aggiunto i testi con molta calma devo dire, ma sono nati in modo naturale. Quando probabilmente era il momento giusto. In fase di registrazione sono poi state apportate alcune modifiche, sono nate belle improvvisazioni, ci siamo cuciti addosso il vestito per così dire. Il risultato trovo che sia un album ricercato e sincero al tempo stesso”.

La passione per il jazz nasce quindi naturalmente in Letizia Brugnoli: “alle medie -ricorda- ho trovato una cassetta dei Manhattan Transfer. Un mio professore inoltre era un pianista jazz, Bruno Aragosti, musicista dell’Orchestra della Rai che era proprio di Borgotaro, il mio paese. Aragosti aveva creato un quintetto del quale, dopo le medie, sono entrata a far parte. Sempre a Borgotaro era venuto a vivere Giorgio Gaslini che e mi aveva messo in contatto con Tiziana Ghiglioni, una delle prime jazz-singer italiane. Da lei sono andata a lezione di canto. Come genere prediligo in jazz anche se in repertorio ho anche brani pop rivisti sempre in chiave jazzistica”.

La musica jazz, tuttavia, sembra ancora appartenere ad una ristretta cerchia di appassionati: “la maggior parte delle persone purtoppo non è abituata ad ascoltare la musica jazz e per questo viene ancora considerata di nicchia. E’ conbsiderata un genere difficile, ma non è così. Anche in radio girano le solite canzoni ‘commerciali’, difficilmente ci si imbatte nel jazz. Si è soliti cercare di inquadrare la musica per generi, talvolta è un male necessario -osserva- e così possiamo definire ‘Crystal Flower’, un disco di jazz. Non un jazz per puristi o amanti della sperimentazione, ma piuttosto per tutti coloro che hanno semplicemente voglia di ascoltare musica con attenzione”.

Tracklist: ‘Crystal Flower’, ‘Nostalgiazz’, ‘Shadows’, ‘Il gioco del semaforo’, ‘Àgua de maio’, ‘Tire change’, ‘Koka’, ‘We both knew’, ‘Le stanze segrete’, ‘Albert’s Poem to Elle’, ‘Oltre il limite’, ‘Walls of Stone’.

 

(Ros – Il Mohicano)

Condividi questo Articolo