(di Daniele Rossignoli) La scomparsa di Franco Battiato ha colto un po’ tutti di sorpresa, o forse no perché da tempo si sapeva del suo precario stato di salute. Non appena si è diffusa la notizia della sua morte, avvenuta questa mattina nella sua casa siciliana, il web è stato invaso di messaggi di cordoglio e di ricordi. Tra questi quello di Beppe Carletti, leader dei Nomadi: “E’ stato un onore averti con noi nella nostra grande famiglia Nomade”, scrive il fondatore dei Nomadi sulla sua pagina facebook mentre la band ha rivolto “un pensiero per un Grande Maestro della musica italiana…ciao Franco, salutaci le stelle”.

“Addio Franco” è il pensiero di Antonello Venditti affidato a facebook mentre per Dario Gay la notizia della scomparsa di Battiato è “un dolore immenso che mi lascia senza parole”. Di “un’enorme perdita per la nostra musica e non solo” scrive Mario Lavezzi mentre la Pfm lo saluta con un “ciao Franco, essere speciale”.

Per Paola Turci  “è il giorno più brutto, una perdita senza misura. Piango il Maestro -scrive- l’artista, la persona  e l’amico, tutto ciò che ho amato. Ciao Franco, arrivederci”. “Mi unisco anch’io al dolore di tanti e a quello della famiglia per questa grave perdita -è il pensiero che Nek affida a facebook- Franco era un signore e non solo della musica ma proprio nell’animo. Possedeva tante virtù. Tra quelle che spiccavano vi era certamente l’umiltà e questa fa grande un uomo”. Tiziano Ferro saluta Battiato con un “ciao Franco, come faremo senza di te, nessuno lo sa”.

Commovente anche il ricordo di Franco Mussida che in un lungo post confessa che “sapevamo che sarebbe successo, si era angosciosamente in attesa da qualche anno. Con i media, la rete, sempre attiva, sempre in cerca di clamore, uniti all’affetto traboccante di tanta gente che lo seguiva come una stella polare, un punto, una certezza, si scateneranno ‘fuochi artificiali’. Per quanto mi riguarda -sottolinea- posso dire che ho avuto il piacere di frequentarlo, di discuterci insieme, di confrontarci su posizioni anche diverse, ma tese a raggiungere un unico fine: operare per stimolare nella gente il senso di una maggiore coscienza personale e sociale”.

“Nel mondo delle Star dello spettacolo, dell’intrattenimento -prosegue Mussida- sarà ricordato per le sue belle canzoni e rimarrà nella storia della Musica Popolare. Ma nei cuori di tanta più gente di quanto non si creda rimarrà perennemente acceso un piccolo lumino. Franco Battiato non era una Star, era un essere unico. Una specie di intera piccola galassia di intelligenza e sensibilità, con al centro un Sole. Un Sole fatto del coraggio, a volte sfrontato e presuntuoso, di un Iniziato che ha saputo parlare il linguaggio del cuore legandolo a quello essenziale dello spirito, in un periodo in cui la scienza è tutto. Un Artista unico che non ha solo regalato i sui talenti, ma ha raccontato, reso partecipe il pubblico dei suoi principi guida, alzando il velo di quel mondo occulto che ha orientato la sua vita.  Così facendo, ha regalato ciò che abbiamo di più caro e prezioso. Ciò che di essenziale esiste in ogni essere umano, traducendo in parole comprensibili a tanta gente il senso della sua, della nostra straordinaria profondità. Non a caso per tanti Franco Battiato si può dire sia stato una ‘Cura'”.

E proprio citando alcuni verso de ‘La Cura’ Noemi saluta così Franco Battiato: “Supererò le correnti gravitazionali – scrive- lo spazio e la luce per non farti invecchiare”. Per Enrico Ruggeri, Battiato era “una persona speciale, un genio pieno di contenuti, cutlura e senso dell’umorismo. Parlare con lui -scrive Ruggeri- ti arricchiva e ti mostrava altre prospettive. Sommerso da immondizie musicali ricordo commosso il grande patrimonio che ci ha lasciato. Che bella persona”. Un semplice “Ciao Franco” accompagnato da un cuoricino è il messaggio di Fiorella Mannoia che poi aggiunge “…e il mio Maestro mi insegnò come è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire…Grazie di tutta la tua poesia”.

“Hai raggiunto Milva in così poco tempo, un’altra grandissima perdita perla musica. Buon viaggio Franco”, è il messaggio di Loredana Bertè che poi aggiunge: “Oltre al genio ricordo la tua grande ironia e sono sicura che un’immagine di me la porterai sempre con te: le mie tette sul volo per Mosca. Con tanto affetto”. Un semplice nastrino nero in segno di lutto è stato invece ‘postato’ da Carmen Consoli che ha così aggiornato l’immagine del suo profilo. Per Massimo Ranieri “Sei e sarai sempre un essere speciale. Grazie Franco, grazie dal profondo delcuore per tutto quello che ci hai regalato”.

Un ringraziamento particolare arriva da Luciano Ligabue che spiega: “con ‘Patrios’ mi hai salvato dalla depressione durante l’anno in Artiglieria. Con ‘La voce del padrone’ -scrive il Liga- hai cambiato il mainstream in Italia. on tutto il resto ti sei dimostrato troppo grande e unico per essere accostato a qualcuno. Ti dobbiamo tutti qualcosa. Ti dobbiamo tutti tanto”.

Per Francesco Gabbiani “il tuo lascito all’umanità resta incommensurabile. Grazie per avermi dedicato quei momenti intimi. Pace all’infinito e alla vita che avrai”. Anche Edoardo Bennato ha “un pensiero per Franco, di cui ho avuto sempre grande stima, fin dalla nostra prima esperienza comune sul palco di Civitanova Marche nel 1973. Ciao Franco” e un “grazie per tutta questa bellezza” viene da Luca Carboni. Considerato uno sperimentatore Franco Battiato ha influenzato anche la carriera di un giovane cantautore sperimentatore come Marco Di Noia per il quale il cantautore siciliano è stato “un uomo dal transito terrestre unico, che mi sta bagnando gli occhi”.

“Adesso non ci sei più e siamo tutti più poveri. In quale spazio sei?”, è quello che si domanda Ornella Vanoni mentre Red Canzian spiega di essersi svegliato “con una notizia che temevo da tempo ma che non avrei mai voluto ascoltare e mi è venuta in mente una canzone: ‘ecco, la musica è finita, gli amici se ne vanno…’ e sono davvero troppi gli amici che se ne vanno in questi tempo disgraziato”. Dopo aver pubblicato una foto che lo vede assieme a Battiato, entrambi giovanissimi, scattata dopo un concerto degli Osage Tribe  “un tuo progetto nel quale mi avevi fortemente voluto” l’ex Pooh sottolinea come “la nostra amicizia” fosse “cominciata prima, a Londra, dove andammo a registrare il secondo singolo dei Capsicum Red che tu avevi scritto per noi. Grazie per la akusica che hai scritto, cantato e ‘tradotto’ per arrivare in profondità, ad accendere tante anime stanche. Aiutami, amico mio, a non pensare che la musica è finita, anche troppi amici se ne vanno…troppi”.

Anche Marco Mengoni si dice  “davvero triste” per la notizia della morte di Battiato “perché tanti pezzi di questo tuo percorso -osserva- hanno accompagnato momenti e persone importanti della mia vita, così finisco per collegarti direttamente a loro. Con te oggi se ne va un pezzo di noi, che però continuerà  vivere in quei ricordi. Grazie Franco”.

Per Gianni Morandi Franco Battiato “non apparteneva alla nostra categoria, cantanti, cantautori, musicisti. Lui era un extra, fuori dal coro, straordinario, un genio assoluto, indefinibile… ‘Che cosa resterà di noi, del transito terrestre…’. resterai sempre con noi. Ciao Franco”. E un “Grazie Franco per la tua musica immensa…” arriva anche da Irende Grandi. “Da bambina ho consumato ‘la voce del padrone’ e poi non ho più smesso… tanti suoi capolavori ci hanno accompagnato per molto tempo…grande musica e parole spirituali”.

“Il mondo della musica ha perso un grande e impareggiabile artista: Franco Battiato”, sottolinea Roby Facchinetti. “La tua sensibilità artistica e umana, ha saputo con nobiltà, trasmettere a tutti noi la grande bellezza della musica. Grazie e buon viaggio artista vero”. Per Eros Ramazzotti “ironia, saggezza, intelligenza infinita, genialità” era tutto quanto rappresentava Franco Battiato. “Ci mancherai tanto maestro ma la tua arte rimarrà per sempre”.

Per Eugenio Finardi, che in un lungo post ricorda gli anni in cui conobbe Franco Battiato il cantautore siciliano era “un uomo spiritoso, autoironico, che amava gli scherzi e le battute. Era anche affettuoso e premuroso con gli era caro. Ha cambiato dimensione il più ‘perfetto’ dei cantautori. Quello che ha saputo meglio valorizzare ed equilibrare la musica, testo, senso e scopo. Quando verrà il momento -sottolinea Finardi- ci ritroveremo in un oceano di silenzio a contemplare attoniti la vastità dell’universo e sorridere commossi dell’ineluttabilità della natura umana”.

“Niente parole, solo l’accordo più stridente che si possa immaginare, il tuo non fare malinconia o disperazione, la tua folle assurdità di volare senza ali, di rendere suoni e rumori dell’anima” è il pensiero di Roberto Vecchioni che chiude il suo posto con un semplice “a rivederci, ciao Franco”. La pianista e compositrice siciliana Giuseppina Torre ricorda di aver conosciuto Battiato “su un volo Catania – Bari e, come solo i grandi sanno esserlo, sei stato di una semplicità disarmante ringraziandomi per averti dato in dono il mio disco. Fai buon viaggio, Franco, la tua amata Sicilia ti sarà grata per sempre”. Per Claudio Baglioni “Il suo gioco fu un’altalena tra miscredenza e misticismo. Un mistero di bellezza e poesia. Fai buon viaggio Franco”.

Vasco Rossi affida alle parole de ‘Le sacre sinfonie del tempo’ il suo ricordo di Franco Battiato: ‘”Le sento più vicine le sacre sinfonie del tempo. Con un’idea: che siamo esseri immortali. Caduti nelle tenebre, detinati a errare. Nei secoli dei secoli, fino a completa guarigione’. Addio al Maestro Franco Battiato…,Wiva Franco Battiato

Ma non solo il mondo della musica ricorda Franco Battiato: su twitter il leader della Lega Matteo Salvini scrive “Perché sei un essere speciale ed io, avrò cura di te…” Una preghiera, un ricordo e una canzone per il grande Maestro, Franco Battiato” mentre Ettore Rosato di Italia Viva ricorda “uno dei più grandi artisti ed innovatori della musica italiana”. Per Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia “l’Italia si inchina alla vita, all’opera di Franco Battiato. A Dio Maestro”. Per il segretario del Pd, Enrico Letta,  ‘La Cura’ è stata la sua canzone “più bella, con le parole più semplici e più potenti. Grazie di tutte le emozioni che ci hai dato”. Per il leader di Italia Viva, Matteo Renzi “non ci sono parole per ricordare chi, con parole e musica, ha emozionato e commosso intere generazioni. Addio maestro”.

“Ci ha lasciato un Maestro. Uno dei più grandi della canzone d’autore italiana. Unico, inimitabile sempre alla ricerca di espressioni artistiche nuove. Lascia una eredità perenne”, scrive il ministro della Cultura Dario Franceschini su Twitter pubblicando una cover di Battiato di ‘Amore che vieni, amore che vai’, brano di Fabrizio De André. “Ci lascia Franco Battiato, un filosofo, un uomo libero che non si è mai piegato alle mode. Riposa in pace Maestro”, è il ricordo social del vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani che aggiunge un verso di ‘Haiku’, canzone del 1993 del cantautore siciliano: “seduto sotto un albero a meditare/mi vedevo immobile danzare con il tempo/come un filo d’erba/che si inchina alla brezza di maggio/o alle sue intemperie”.

“Ci ha lasciati uno dei più grandi artisti italiani, che nella sua lunga carriera ha saputo sperimentare e plasmare la musica come nessun altro. Sei stato d’esempio e ispirazione per tanti. Mi stringo ai familiari. Ciao Maestro”, scrive in un post su Twitter il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “Battiato ha emozionato come pochi altri artisti. Buon viaggio, Maestro”. Lo scrive su twitter Nicola Zingaretti, ex segretario del Partito Democratico e presidente della Regione Lazio mentre il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci ricorda il “Poeta e cantore della Sicilia. Maestro geniale e poliedrico, uomo fuori dagli schemi. Indissolubilmente legato alla sua Ionia e all’Etna, continuerà per sempre a rappresentare la nostra Isola, con musica e poesia che hanno segnato la vita di tutti noi”.

Per Carlo verdone “La scomparsa di Franco Battiato è un dolore immenso. Non è stato solo un grande sperimentatore coraggioso fin dagli inizi della sua carriera, ma con il tempo si è sempre più avvicinato ad una dimensione mistica, più vicina all’ofriente che non all’occidente. Ammirevole e commovente ilo suo concerto in Iraq – ricorda Verdone- con un’orchestra spesso priva di alcune corde agli archi e strumenti senza manutenzione. Fu splendido e significativo- Mite, pacato e solitario -lo ricorda ancora l’artista romano- lo conobbi nel 1991 e mi colpì molto questa sua dimensione ascetica, mai severa e triste. Anzi serena. Che possa riposare in pace -conclude verdone- quella pace che lui aveva trovato dentro di sé”.