(di Daniele Rossignoli) “Sono orgogliosa di essere italiana e di vivere questo momento così emozionante con voi”. Non riesce a trattenere le lacrime Laura Pausini quando, in videconferenza parlando della sua nomination agli Oscar per il brano ‘Io sì (Seen)’, manifesta più volte l’amore per il suo Paese. “Da due anni non viaggio e io sono abituata a stare a casa, in un anno, solo una ventina di giorni. A me piace stare con la gente del mondo e faccio un po’ fatica in questo periodo ma devo essere forte per tutti. Devo essere sempre super -sottolinea- ma io non sono super e solo gli italiani hanno visto come sono. Quando vinco qualcosa mi viene sempre in mente l’Italia e mi sento orgogliosa di essere italiana, di vivere questo momento così emozionante con voi. Ho sempre paura di non dare al mio Paese quello che il mio Paese si aspetta da me -aggiunge- e vorrei fare tutto perfetto per gli italiani”.

“Non so cosa abbia di particolare la mia vita. Da quando ho vinto Sanremo, 28 anni fa -confessa Laura Pausini-  mi chiedo continuamente perché mi sta succedendo tutto questo. Il Golden Globe vinto e la nomination agli Oscar -spiega- sono cose talmente più grandi rispetto a quello che io ho sempre sognato che non so bene come prenderle. A volte -osserva- mi sento piccola rispetto a queste cose così grandi. I premi sono bellissimi -prosegue- però significano anche qualcosa. Per me, ogni volta che c’è un premio, non significa essere arrivata ma ricominciare qualcosa di nuovo, che ancora non conosco e che mi spaventa”.

“Io sono una donna che ha molte cose ancora di quella ragazzina che è andata a Sanremo a 18 anni. Ho imparato tanto in questi ultimi 28 anni ma è rimasta la stessa ansia di allora, sempre, le stesse paure e lo stesso modo di gioire. Però le cose diventano sempre più grandi, sempre più importanti ed è per questo che mi sento così piccola. Ogni cambiamento mi spaventa, e nel corso degli anni ce ne sono stati tanti, ma ad ogni cambiamento io mi butto, accetto la sfida e la paura che tutto finisca è la cosa che mi spaventa di più. Adesso, ad esempio, mi chiedo cosa potrà esserci dopo gli Oscar”.

E se dovesse vincere l’Oscar? “Ci sto pensando da quando siamo entrati nella quindicina di nomi: forse -spiega- dopo tanti anni di carriera, un po’ me lo aspetto. Se non vinco -ammette- mi roderebbe un po’ ma dopo -si domanda- quale altro premio potrebbe esserci? E’ tutto così gigante che mi sento così fragile di fronte a questa realtà, soprattutto rispetto al periodo che stiamo vivendo”. In ogni caso, se dovesse vincere l’Oscar, Laura Pausini ha già pronta una dedica per suo padre: “devo tutto a lui -spiega la cantante- ho cominciato con lui in casa. Mio padre è un musicista, un cantante che ha lavorato per tanti anni nelle orchestre romagnole. Ad un certo punto ha deciso di mettersi in proprio -racconta- lasciare la certezza della vita nelle orchestre e aprire una sua carriera lavorando nei pianobar”.

Ed è proprio guardando suo padre al piano che Laura ha maturato la passone per il canto: “lui non mi ha mai detto che dovevo cantare, ha aspettato che glielo chiedessi io. Nel giorno di mio ottavo compleanno mi ha chiesto cosa volessi come regalo e io gli ho detto che volevo un microfono. Quella sera è iniziato qualcosa di unico che adesso è qui ed è insieme a lui. Il mio sogno era semplicemente cantare, cantare nei pianobar. Non ho mai pensato a Sanremo, anche se pianobar o Sanremo per me sono la stessa cosa: il mio principio è sempre la musica. Una cosa, questa, che mi ha insegnato mio padre al quale dedico questa nomination che meriterebbe lui più di me”.

Un ringraziamento particolare poi Laura Pausini lo rivolge a Sophia Loren e Edoardo Ponti: “Mi ha chiamato per complimentarsi con me e io sono piena di riconoscenza nei loro confronti perché mi hanno scelta loro. Sophia ha voluto che fossi io ad interpretare questa canzone, che era il proseguimento del suo messaggio. Nel momento in cui Sophia ha scelto la voce che deve essere la’ sua voce’ che canta per me è stato emozionante.  Sentirla oggi che mi fa i complimenti -conclude- sono emozioni così contrastanti con quello che viviamo che diventano ancora più grandi”.