‘Estinzione 666’, il disco d’esordio del cantautore e fumettista pesarese Guido Brualdi è, niente di meno che, un album sulla fine dell’umanità. Un titolo esagerato e catastrofico nasconde una manciata di canzoni intime e viscerali ispirate da una sincera preoccupazione per lo stato ambientale del nostro pianeta. Questa spirale autodistruttiva universale, e forse inarrestabile, si commistiona con le preoccupazioni e le insicurezze personali di un ventenne qualunque, amplificandole e rendendole a tratti insostenibili. Una documentazione di un periodo buio nella vita dell’autore che con questo disco esorcizza e sfoga le sue paure.

L’autore ha scritto e registrato il disco non molto diversamente da come avrebbe scritto e disegnato una storia a fumetti, artigianalmente, cercando di essere il più sincero possibile nella stesura dei testi e delle melodie, registrando in autonomia: soltanto con un microfono, un Mac e una chitarra. Il disco esce accompagnato da una breve storia a fumetti omonima (16 pagine) in cui si racconta la sua genesi. L’albo spillato stampato in un edizione limitata di 100 copie e acquistabile diventa così la copia fisica del disco, in un cortocircuito artistico in cui le due opere si completano vicendevolmente.