“Siamo nati 30 anni fa per rispondere a un vuoto normativo, perché gli artisti che dovevano e che volevano lavorare in regola non trovavano facilità nella applicazione della normativa. La cooperativa e la cooperazione hanno dato la risposta, perché, finalmente, l’artista ha un datore di lavoro che è se stesso con la sua cooperativa”. Demetrio Chiappa, direttore di Doc Servizi, la più grande rete italiana di professionisti della creatività organizzati su piattaforma cooperativa. In Italia sono 34 le sedi, a cui da settembre si è aggiunto il primo ufficio estero di Parigi. La cooperativa celebra quest’anno 30 anni di vita e lo ricorda in occasione della Milano Music Week, alla Casa degli Artisti, un gioiello architettonico milanese da poco ristrutturato e di fatto inaugurato proprio con Casa Doc.  “Trenta anni fa – spiega Chiappa – l’artista era una delle poche figure che non aveva sicurezza di lavoro; adesso, purtroppo, sono tante le figure che si affacciano alla precarietà. Pensiamo a tutte le nuove professioni del digitale. Purtroppo, o per fortuna, la cooperazione, la cooperativa può abbracciare tutte le figure: purtroppo – specifica – perché sarebbe più bello che tutti avessimo un lavoro sicuro e per sempre; per fortuna che c’è un modo un cui si può lavorare stando in autonomia con le tutele del dipendente ed è la cooperativa”.

“Il mondo del lavoro è cambiato – sottolinea – è cambiata l’economia; le nuove generazioni hanno un rapporto più fluido e flessibile rispetto ad anni fa. Ogni professione si incrocia con l’altra: non c’è un prodotto musicale e artistico che abbia bisogno di un ufficio stampa, di un social media manager, di un grafico, di un audiovisivo, di un drone se vogliamo fare un video. Sono tutte professioni nuove che stanno entrando nel mercato che hanno bisogno di tutela e di certezza. In Doc Servizi con la nostra rete di cooperative riusciamo a dare tutela a continuità” conclude Chiappa.