

‘Gli antropologi’ di Ayşegül Savaş in Feltrinelli (p.za Piemonte) il 2 febbraio
2 Febbraio @ 19:00 - 20:30
Con una scrittura che scava con precisione nei gesti minimi della vita quotidiana, Ayşegül Savaş racconta una giovane coppia nel momento forse più fragile e decisivo dell’esistenza: quello in cui si smette di essere semplicemente giovani e si comincia, con esitazione, a diventare adulti.
La presentazione a Milano il 2 febbraio alla Libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte 2/4 a Milano, dalle 19 alle 20.30, che aprirà il Book Club Gramma 2026.
Gli antropologi è un romanzo sul passaggio. Sul tentativo di mettere radici senza recidere del tutto ciò che si è stati. Sul difficile equilibrio tra la costruzione di una vita coniugale e il desiderio di non perdere il legame con gli amici, con la città vissuta intensamente, con le tradizioni culturali da cui entrambi i protagonisti provengono.
Savaş affronta questi interrogativi senza mai forzare la narrazione. Le domande emergono dai dettagli: dalle conversazioni interrotte, dalle abitudini condivise, dagli spazi abitati. Come diventare una famiglia senza rinunciare alla propria identità? Come crescere senza tradire ciò che ci ha formati? E soprattutto: cosa decidiamo di portare con noi quando una fase della vita si chiude?
Il romanzo si muove sul terreno dell’esplorazione intima della migrazione culturale e affettiva. Non solo lo spostamento geografico, ma quello emotivo e simbolico: il passaggio da una dimensione fluida, urbana e giovanile a una più stabile, che implica responsabilità, rinunce e ridefinizioni. In questo senso, Gli antropologi racconta la vulnerabilità umana senza retorica, restituendo la tensione costante tra ciò che lasciamo alle spalle e ciò che scegliamo di trattenere.
L’amore, nel libro di Savaş, non è mai idealizzato. È una pratica quotidiana, fatta di compromessi e silenzi, che si svolge in un’epoca di transizione: quella in cui il cosmopolitismo non è più una promessa luminosa, ma nemmeno un’illusione del tutto svanita. È una “terra di mezzo”, sospesa tra la fine del vecchio mondo e i primi, incerti vagiti del nuovo.

