23 Ottobre 2026

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Tra Milano e Verona, nel cuore simbolico delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali 2026, la fotografia di Stefano Cigada interroga il corpo e il tempo attraverso un linguaggio essenziale e potente. Le fratture del tempo, a cura di Francesca Alfano Miglietti, è un progetto che trova casa negli spazi di Nonostante Marras e Antonio Marras Verona, costruendo un dialogo serrato tra arte, sport e condizione umana.

Le quaranta immagini in bianco e nero di grande formato ritraggono statue classiche attraversate da fratture, mutilazioni, segni di trasformazione. La pietra, apparentemente immobile, diventa così il luogo di una tensione vitale: la luce naturale, colta nella sua casualità, rivela ferite e superfici come se fossero muscoli in attesa di scatto. È in questo cortocircuito tra fissità e dinamismo che il lavoro di Cigada trova la propria forza.

La mostra parla del corpo dell’atleta, e in particolare di quello paralimpico, senza ricorrere a rappresentazioni dirette. Le statue diventano metafore: corpi segnati ma non vinti, capaci di conservare dignità, energia e bellezza nonostante – o proprio grazie a – le loro fratture. Un racconto visivo che restituisce allo spettatore una riflessione profonda sulla resilienza come forma di resistenza attiva.

Il riferimento al kairos, il tempo opportuno, attraversa l’intero percorso espositivo. Ogni fotografia sembra catturare l’istante in cui equilibrio e rottura coincidono, in cui la perfezione classica lascia spazio all’esperienza reale del limite. È qui che arte e sport si incontrano: nel presente assoluto dell’azione, nel qui e ora che unisce opera, corpo e luogo.

Distribuita tra Milano e Verona, Le fratture del tempo si configura come un progetto diffuso che amplifica il proprio significato nel contesto urbano e simbolico delle Olimpiadi 2026, trasformando lo spazio espositivo in un luogo di riflessione sul valore della sfida, della trasformazione e della rinascita.

Didascalia foto: Stefano Cigada, Munich, Glyptothek, 24.8.2025, 12.20

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