(di Valentina Righi)

Lunghe code ogni giorno per assistere alla mostra Jago, Banksy, TvBoy e altre storie controcorrente a Bologna. Le opere provocatorie, anticonformiste e rivoluzionarie di questa triplice monografica (con una quarta sezione che punta i riflettori sulla street art europea e la completa in maniera sorprendente) stanno attirando visitatori da tutta Italia, e non solo. Continuera’ cosi’ fino al termine dell’esposizione, il 7 maggio 2023? Sicuramente il consiglio e’ di recarsi a Palazzo Albergati (Bologna) in anticipo sull’orario programmato. La mostra ruota intorno ai tre artisti più discussi ed amati degli ultimi anni e racconta alcune delle storie più estreme e trasgressive della public art italiana e internazionale, attraverso il dialogo tra il misterioso artista inglese (Banksy, presente tra l’altro con la celebre Girl with Balloon, immagine tra le piu’ diffuse e taggate sui social, nel tentativo di definire se il palloncino rosso a forma di cuore quella bambina lo stia perdendo o prendendo) e i più influenti artisti italiani del momento, offrendo un panorama esaustivo e provocatorio sull’arte dei nostri giorni.

“Se lo scambio in controcorrente è il meccanismo mediante il quale una proprietà di un fluido viene trasferita da un fluido all’altro che scorre nella direzione opposta, in questa mostra correnti stilistiche visivamente diverse sebbene apparentemente opposte, divengono un unicum”, spiega il curatore Piernicola Maria Di Iorio.

Il percorso espositivo mostra dall’interno un processo creativo che ha generato nell’arte attuale uno stravolgimento di dogmi e rituali. Si entra in una dimensione del diverso, dove vengono costruite cronache e mondi alternativi capaci di costruire un nuovo ordine e non ci si puo’ non interrogare sulla rottura della nostra societa’ con il passato. Questi artisti hanno sovvertito i riferimenti classici del mondo dell’arte e della sua fruizione, rifiutando di entrare a far parte di un sistema chiuso ed escludente. Ironia della sorte, con le loro opere e la narrazione che li identifica, tali artisti sono diventati molto ricercati e attualmente sempre più centrali nell’interesse del pubblico e dai musei e centri d’arte contemporanea.

Sacro e profano, la mancanza di equità, la tolleranza e una giustizia che fa male, giovanissime promesse e riconosciuti maestri, classicismo e sovversione. Dall’anonimato al reale, nuovi concetti spaziali, ma senza limiti, in 60 opere da non perdere, allestite in un percorso unico e sorprendente alla scoperta degli “enfants terribles” dell’arte, che non poteva che essere ospitata a Bologna, città della controcultura per eccellenza.

La mostra, con il patrocinio del Comune di Bologna, è prodotta e organizzata da Arthemisia con la collaborazione di PiumaPop House Gallery Apapaia. Sponsor: PoemaFrecciarossa, Cotabo, Urban Vision e Sky Arte. Il catalogo è edito da Skira