Jeff Beck, considerato uno dei più grandi chitarristi del mondo, è morto martedì scorso all’età di 78 anni, colpito da una improvvisa menengite batterica. La famiglia ha chiesto la massima privacy “mentre elabora questa tremenda perdita”, fanno sapere dal suo entourage. Inserito nella Rock and Roll Hall of Fame, Jeff Beck è considerato uno dei più grandi innovatori del panorama rock e tra i più grandi chitarristi di tutti i tempi. La rivista ‘Rolling Stone’ lo ha inserito al quinto posto tra i 100 migliori chitarristi mondiali. Nato a Wallington, Geoffrey Arnold Beck, detto Jeff, da piccolo cantava nelle chiese e a dieci anni ebbe le sue prime esperienze strumentali suonando una vecchia chitarra acustica.

Iniziò la propria carriera nei primi anni sessanta come turnista. La sua prima registrazione come chitarrista risale al 1964 per l’etichetta Parlophone che nello stesso anno pubblicò il singolo del gruppo The Fitz and Startz intitolato ‘I’m Not Running Away’, che vedeva ‘So Sweet’ sul lato B. Nel 1965 fu reclutato dagli Yardbirds, che avevano appena perso Eric Clapton, trasferitosi nei John Mayall’s Bluesbreakers. Con Beck gli Yardbirds divennero un gruppo famoso sulla scena del rock britannico della fine degli anni sessanta. Beck, che in alcuni brani suonava anche il violino, si dimostrò un abile show man e nella formazione, assieme a Jimmy Page, appare anche nel film cardine della Swinging London: ‘Blow-Up’ del 1966, in cui gli Yardbirds girarono alcune sequenze nelle quali Beck sfascia una chitarra (ad imitazione di Pete Townshend degli Who, scelti in un primo tempo per la pellicola di Antonioni).

Nel 1966 Beck condivise il proprio ruolo di chitarra solista degli Yardbirds con Jimmy Page, futuro chitarrista dei Led Zeppelin. Con il gruppo riuscì a incidere un unico album, ‘Roger the Engineer’ (1966); dopo 18 mesi, adducendo motivi di salute, abbandonò. Inizia a suonare con gli Screaming Lord Sutch e poi rimpiazza Eric Clapton quando quest’ultimo lascia gli Yardbirds.