Kmru e Valentina Magaletti aprono il ‘Linecheck – Music Meeting and Festival’ all’Auditorium San Fedele di Milano

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Martedì 22 novembre, in occasione della serata di apertura, ‘Linecheck – Music Meeting and Festival’ presenterà, presso l’Auditorium San Fedele, e all’interno della rassegna ‘Inner Spaces’, due artisti tra i più apprezzati del momento, il giovanissimo keniota Joseph Kamaru (1997) alias Kmru e Valentina Magaletti, percussionista con base a Londra. Due concezioni musicali apparentemente distanti ma non antitetiche. La prima, levigata sulla soglia della delicatezza e delle luminosità diafane, è esposta a una temporalità aperta e metafisica. L’altra, più legata alla dimensione performativa mediante strumenti percussivi, sognante e fantasiosa, è in evoluzione e in bilico tra l’aspetto ritmico affermativo e l’evanescenza sonora che integra i parametri della fragilità e dell’impermanenza.

L’arte di Kmru si serve di pochi elementi ma li trasfigura in forme e universi sonori di ampio respiro, in cui il tempo sembra sospeso e i suoni ambientali vengono trasformati in tenui melodie volubili in loop, apparendo come una fiaccola in lontananza che non si spegne mai. A volte il flusso sonoro cresce, ma rimane sempre composto e misurato. L’album che l’ha reso noto, ‘Peel, del 2020, è uscito per Editions Mego. Un’opera audio di profondità materica che intreccia registrazioni acustiche sul campo (field recording) con un’elettronica sottile creando un arazzo emotivamente coinvolgente. Da quella data, le produzioni del musicista africano residente a Berlino, si sono moltiplicate, a volte uscendo dalla sua cifra stilistica, come in ‘Logue’, del 2021, sotto l’influenza del minimalismo americano, del post-rock, con ampie stratificazioni sonore composte da sintetizzatori e batterie elettroniche. Ben diverso il percorso di Valentina Magaletti. Al centro della sua ricerca da diversi anni è la riformulazione di un altro modo di concepire e ascoltare l’universo sonoro della batteria e delle percussioni.