(di Daniele Rossignoli) –‘Ama il prossimo tuo come te stesso’ è il primo album da solista di Manuel Agnelli in uscita venerdì prossimo. “Non si tratta di un disco di rottura ma di continuità” precisa rispetto alla sua esperienza con gli Aftehours con i quali “non è detto che in futuro non si possa ancora fare qualcosa insieme”. Quello degli Afterhours, racconta durante la presentazione dell’album “è un progetto molto pesante da portare avanti. Il rapporto continuativo con loro è inevitabile ma avevo la necessità di fare qualcosa da solo. I pezzi sono tutti miei, mi appartengono ed è difficile condividerli con musicisti così bravi ed importanti come gli Afterhours. Sentivo la necessità di scrollarmi di dosso la definizione di semplice ‘cantante’ del gruppo. Non era mancanza di considerazione -afferma- perchè all’interno del gruppo ho sempre avuto un ruolo di privilegio ma per gli altri ero solo ‘il cantante'”.

Ecco allora che durante la pandemia Manuel Agnelli ha cominciato a scivere “senza sapere cosa sarebbe successo, dove sarebbero andate le mie canzoni. Ho iniziato anche a suonare i pezzi con tutto quanto mi capitava in cucina, dalle pentole ai coperchi, sul tavolo. Ho capito che poteva nascere un album solista, dove suonavo tutti gli strumenti senza l’aiuto di nessuno”. Se questo però è stato possibile per incidere l’album non così è per i live della scorsa estate e per il tour che partirà da Bari il prossimo dicembre: ecco quindi che Manuel Agnelli si è avvalso, e si avvarrà, della ‘collaborazione’ di giovani musicisti che lo accompagneranno per tutto il mese.

Preceduto dai singoli ‘Proci’, ‘Signorina mani avanti’, ‘Pam Pum Pam’ e ‘La profondità degli abissi’ (colonna sonora del film ‘Diabolik’), l’album è composto da dieci tracce. Tra queste ‘Milano con la peste’, brano che uscirà in contemporanea con l’album e che, spiega Manuel Agnelli “parla di una relazione vissuta in una città resa surreale dal covid e dal lockdown, dove le persone girano con i volti coperti dalle mascherine che però lasciano scoperti gli occhi, la loro parte più vera. Nel primo periodo del lockdown -ricorda- la gente aveva preso coscienza delle cose importanti della vita. Purtroppo, poi, non è più stato così. ‘Milano con la peste’ è una canzone sulla speranza che si possa cambiare”.

Inevitabile, nel corso della conferenza stampa, un accenno alle ultime elezioni: “io sono sempre stato di sinistra e credo che quello che è successo possa essere una grande occasione per tornare ad un minimo di contenuti, di senso”. Contenuti che Manuel Agnelli spesso non riscontra neppure tra coloro che fanno musica: “troppa gente lo fa solo per il consenso -osserva- per il profitto, ma sono sempre meno i dischi con dei contenuti. Vendere dischi non è sbagliato ma dovrebbe essere la conseguenza di un qualcosa che abbia un senso”. E ‘ama il prossimo tuo come te stesso’, assicura “è il mio primo album da solista ma non l’ultimo” perchè “vorrei fare un disco ogni due anni per poter spaziare ancora di più all’interno del mio genere”.