‘Obliquo’ è l’album d’esordio di Stramare, al secolo Matteo Palazzolo, giovane songwriter piemontese classe 1997. ‘Obliquo’, spiega “è una postura, una dichiarazione d’intenti, è uno sguardo, farsi attraversare dal tutto e rigettarlo come viene, storto, deformato, laterale, cringe, Obliquo. Obliquo è suggestione. È un modo di stare, di scegliere. Una distanza da percorrere, un modo di essere corpi, di essere femmine maschi e niente di tutto questo. Obliquo sono nove canzoni pop”. Registrato e arrangiato tra il 2018 e il 2019 assieme al polistrumentista milanese Marco Giudici e anticipato dai singoli ‘Cantonese’, ‘T’, ‘Madonna’ e ‘Vodka Sour’, l’esordio discografico di Stramare esce in streaming e in digital download domani, venerdì 9 settembre, prodotto da Nufabric Records e Foolica, distribuito da The Orchard e con le edizioni musicali a cura di Kobayashi.

“Il disco si è composto in maniera organica -spiega Stramare- scrivevo le canzoni in una casa che andava svuotandosi, tra le scatole del trasloco infilavo un vecchio cellulare spaccato da qualche parte per registrare le prime idee rudimentali dei pezzi, primavera, estate, autunno, inverno e ancora primavera, e intanto i pezzi si accumulavano come gli oggetti che mi portavo dietro da una casa all’altra, poi lo studio, juju, ogni settimana a Milano per registrare, una sacco di pizze da asporto e amici nuovi, il 2019, Alessandro Cau dalla sardegna mi lascia una batteria straordinaria ed emotiva, Sebastiano De Gennaro mi abbraccia con il vibrafono, intanto mi diplomo, poi le voci d’agosto sudando sul microfono, cambiando continuamente le parole dei testi, acqua bollente con pezzi di zenzero per doparmi la voce, poi ore e ore di mix per curare ogni singolo dettaglio, poi il master e le canzoni mi sembra diventino vere, anche se sento ancora il cartone, il cellophane, la roba vecchia buttata lì da portare in cantina e questa cosa mi conforta, poi tutto si ferma. Ora però questo disco può prendere vita, può essere liberato dalla prigionia”.