La scomparsa di Angelo Guglielmi lascia un vuoto non solo nella televisione italiana, ma nella cultura di questo paese. Perché ha avuto non solo la capacità di guardare oltre, ma di realizzare il cambiamento superando schemi, sovrastrutture e pregiudizi e innovando magistralmente il ‘fare tv’ con personaggi e idee del tutto nuove. Porta il ‘realismo’ in una televisione ancora troppo infiocchettata e perbene. La sua vita è un crocevia di incontri e scambi importanti, con i più grandi intellettuali dell’epoca, come Umberto Eco, Italo Calvino, Pier Poalo Pasolini, Alberto Moravia, solo per citarne alcuni. Ed è così ‘intellettuale’ da arrivare a capire la portata dei reality show. E tutto cambia. Dopo quarant’anni in Rai, diventa presidente dell’Istituto Luce, gioiello dell’archivistica italiana. Diventa anche assessore alla Cultura dell’amministrazione bolognese di Sergio Cofferati. Tanti i programmi per i quali la Rai gli è debitrice.
Lo storico direttore di Rai3 si è spento nella notte. Nato ad Arona (Novara) il 2 aprile del ’29, dopo aver ottenuto la laurea in lettere all’Università di Bologna nel ’51 e aver insegnato per alcuni anni a Cento e Ferrara, nel 1954 entra in Rai dove fu capostruttura dal 1976 al 1987. Prima di approdare a Rai3 come direttore, ideò il programma condotta da Maurizio Costanzo ‘Bontà loro’. Dal 1987 al 1994 nella terza rete Rai furono numerosi i programmi che videro la luce sotto la sua direzione: ‘Telefono giallo’, ‘Samarcanda’, ‘Magazine 3’, ‘Avanzi’, ‘Ultimo minuto’, ‘Linea rovente’, ‘Un giorno in pretura’, ‘La tv delle ragazze’, ‘Blob’, ‘Chi l’ha visto?’, ‘Mi manda Lubrano’, ‘Io confesso’, ‘Magazine 3’, ‘Avanzi’, ‘Ultimo minuto’, ‘Quelli che il calcio’, ‘Storie maledette’, lanciando diversi personaggi come Corrado Augias, Michele Santoro, Donatella Raffai, Roberta Petruzzelli, Serena Dandini, Fabio Fazio, Piero Chiambretti, Giuliano Ferrara, Daniele Luttazzi, Simonetta Martone, Maurizio Mannoni, Franca Leosini.
Tra i primi a ricordare Angelo Guglielmi la presidente della Rai, Marinella Soldi, e l’amministratore delegato Carlo Fuortes: “Angelo Guglielmi ha saputo combinare con inventiva e maestria le sue qualità di uomo della cultura e della comunicazione italiane per portare nella televisione nuovi modi di raccontare il Paese”, affermano in una dichiarazione congiunta. “Entrato alla Rai nel 1954 – proseguono – dopo aver insegnato nelle scuole, Guglielmi è appartenuto a un gruppo di funzionari che seppero unire la propria conoscenza di arte, letteratura e società con la pratica di ideatori e realizzatori di programmi televisivi. Nel corso dei decenni è stato sia critico letterario di avanguardia e saggista sia responsabile del Centro di produzione Rai di via Teulada, intitolato la settimana scorsa a Raffaella Carrà. E’ stato acuto osservatore di tendenze sociali e assessore alla Cultura del Comune di Bologna, la sua città. Nell’incarico di direttore di Rai3 in anni di cambiamenti storici in Italia e all’estero, dal 1987 al 1994, ha lasciato tracce di rilievo tanto nei modi di descrivere il Paese quanto in quelli di irriderne con la satira aspetti di poteri e modi di fare”. “La Rai si stringe ai familiari e a quanti lavorarono con Angelo Guglielmi e rende omaggio a un dirigente di alto profilo che ne ha rappresentato e ne rappresenterà sempre una delle anime incisive e innovative”, concludono.
“Angelo Guglielmi ha cambiato la Tv – scrive su twitter Fabio Fazio – rendendola contemporanea e imponendo una rigorosa linea narrativa alle cose che faceva: la Tv come racconto della realtà. Gli devo moltissimo. ‘La cultura non è una cosa ma un modo di fare le cose’. Questa la sua lezione più importante”. Anche il segretario del Pd, Enrico Letta ricorda l’ex dirigente Rai, sottolineando che “con Angelo Guglielmi ci lascia un grande italiano. Un uomo che è riuscito a unire cultura e televisione e ha lasciato una traccia profonda e tutta positiva nel sistema mediatico italiano”. Per Andrea Vianello “ancora trovavi, persino nei corridoi, l’aria delle idee, l’entusiasmo, l’intelligenza, la rivoluzione di Angelo Guglielmi. Un intellettuale che capì che la tv doveva essere a va essere alta e bassa, raccontare la realtà, vivere la contemporaneità. L’esempio inimitabile per tutti noi”.
E Corrado Aiugias a Rai News 24 ricorda come Angelo Guglielmi sia stato “l’uomo che ha cambiato la mia vita, io ero un giornalista e lui ha pensato che potessi fare la televisione”. Guglielmi  intuì “che la realtà, la cronaca, potesse essere una grande fonte d’ispirazione e che la tv potesse diventare lo specchio nel quale la realtà si sarebbe affacciata”.”Siccome Rai Tre era la rete più povera e non si poteva permettere gli sceneggiati come Rai Uno”, Guglielmi decise che la cronaca del Paese sarebbe diventata fonte per gli sceneggiati e così nacquero programmi come ‘Un giorno in pretura’, ‘Chi l’ha visto’, ‘Samarcanda’, ‘Blob’, ‘Avanzi’, ‘Quelli che il calcio’. “La televisione includeva nella programmazione un pezzo di realtà vissuta del Paese che fino a quel momento non era mai comparsa”, conclude Augias. “Con Angelo Guglielmi ci lascia un grande intellettuale e uno straordinario uomo di Tv”, sottolinea Corrado Iacona. “Ancora oggi lavoriamo nel solco delle sue scelte. Onorato di aver lavorato con e per lui. Grazie Angelo e un abbraccio forte ai tuoi cari”.