Dorale (all’anagrafe Alessandro Fiorenzoli) pubblica il suo primo album, ‘Immaturo’, con Old Skuul Records. Dopo i primi quattro singoli ‘Red Sky’, ‘Rossa’, ‘Chiama’ e ‘Montecarlo’ si chiude così il fil rouge sentimentale intrapreso dall’artista, tema principale e colonna portante del suo album d’esordio. Non mancano le collaborazioni in questo album, a partire da Elebiz, Milly Maggiore, Nara per quanto riguarda gli artisti che hanno prestato la propria voce nei relativi featuring, fino ad arrivare alla copertina che vede la collaborazione di Annie Spratt, fotografa inglese di fama internazionale, per lo scatto utilizzato come key art della cover.

“Ho scelto di chiamare il mio primo album ‘Immaturo’ – dichiara Dorale – perché rappresenta esattamente questa fase della mia vita e le esperienze vissute finora. Questo album ha come tema principale l’amore e tutto ciò che ne scaturisce. Le canzoni scandiscono infatti i vari momenti delle mie prime esperienze, quelle prime storie d’amore che ti plasmano e ti insegnano a mettere a fuoco i lati positivi e quelli negativi che ne derivano. Non ci sono trucchi in quello che scrivo, solo tanta onestà nel raccontare esperienze trasversali, per questo ho scelto di realizzare questo progetto collaborando con altri Artisti alle prime armi come me, per rendere tutto più limpido e semplice. È il mio primo album e quindi il mio primo vero passo all’interno del mondo della musica, ho scelto di farlo nella maniera più umile possibile, mettendomi a nudo e raccontando sentimenti tangibili”.

“Siamo particolarmente orgogliosi di questa collaborazione con Dorale – afferma Loris Negro, Label Manager di Old Skuul Records – non solo per la sua crescita artistica, che abbiamo potuto osservare brano dopo brano, ma anche per la possibilità di presentarvi di progetto estremamente interessante, onesto e che rappresenta un momento indelebile nella vita di un artista”.

Uno pseudonimo, quello di Dorale, che si fonde con il suo progetto artistico, mediante la crasi tra il suo nome abbreviato (Ale) e ‘Dor’, un termine della lingua rumena che descrive il desiderio gioioso ed impaziente di rivedere al più presto le persone di cui sentiamo la mancanza. Attendere con trepidazione lo squillo del telefono, guardare continuamente l’orologio in attesa di un appuntamento, avere l’impressione che il tempo che ci separa dalla persona che amiamo non passi mai.