Il video di ‘Scatolette’, il nuovo singolo dei Ministri

Last Updated: 15 Marzo 2022By Tags:

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È disponibile il videoclip di ‘Scatolette’, nuovo singolo dei Ministri che anticipa il disco ‘Giuramenti’, in uscita il 6 maggio. ‘Scatolette’, spiega la band “tra le ballate che abbiamo scritto, è una delle più amare, probabilmente perché parla della crisi di una delle cose che ci sono più care, la musica. Quella musica con cui abbiamo stretto un patto ancora ragazzi, quella musica che pareva un angolo di libertà e indipendenza in un mondo che si preoccupava solo di far cassa, quella musica che sembrava poterci salvare. ‘Scatolette’ è anche una canzone su tutte le luci che si sono spente: biblioteche e discoteche per la prima volta unite in un lento declino di cui non riusciamo più a vedere l’inizio”.

 completa il loro racconto anche sul piano visivo con il video “felicità artificiale + tutto apposto”, disponibile sul canale YouTube dell’artista.

Il video, ideato da SANTACHIARA e diretto da WeLikeTheFish, enfatizza come i due brani siano parte di un unico viaggio, complici l’un l’altro nel racconto di un’esperienza circolare che va in loop: “felicità artificiale” racconta il dialogo interiore che porta il cantautore a ritrovare una serenità forzata e – appunto – artificiale con cui, di fronte agli ostacoli e ai a, darsi coraggio e nuovo slancio, mentre “tutto apposto” rappresenta la ricaduta dalla consapevolezza appena conquistata verso l’incertezza e i dubbi della vita, tornando al punto di partenza. SANTACHIARA esprime così una riflessione sulla vita che dimostra grande maturità per la sua giovane età, riuscendo a disegnare con immagini tangibili e immediate una dimensione fortemente psicologica e personale.

«Il video non è un video musicale, ma un cortometraggio di 3 minuti in cui ci sono entrambe le canzoni e vengono “spiegate”.

Sono dei piani sequenza, dunque è stato difficile non sbagliare nei movimenti e nelle interazioni con le comparse. Tuttavia, avendo fatto varie prove precedentemente, non abbiamo avuto troppe difficoltà.
Il video è un loop: la prima immagine è la stessa con cui si chiude il video.
Il reverse (prima parte) rappresenta la ricostruzione di se stessi, dell’io; la seconda parte invece corrisponde all’esaurimento sociale e alla rottura dell’io, che per ricostruirsi torna nel limbo, e così via all’infinito»,
 spiega SANTACHIARA.

«L’idea del video mi è venuta una sera in cui ascoltando i brani, che sono due facce di una stessa medaglia, mi sono venute in mente delle immagini.
Con queste immagini volevo riuscire a spiegare ancora meglio similitudini e differenze tra le canzoni ed esprimere un senso di ciclico, come se a una canzone seguisse l’altra e viceversa.
Ho iniziato a buttare giù un’idea, ho scritto i movimenti, una sorta di sceneggiatura e disegnato alla buona uno storyboard che mi è servito per fare capire agli altri (regista, manager, cameraman, comparse, ecc.) la storia, che era abbastanza contorta.
Per fortuna ho lavorato con un regista che stimo moltissimo (Mike Pesce) e ci siamo subito trovati in sintonia e poi gasati, pensando a come realizzarlo».

Con il capitolo di “felicità artificiale” e “tutto apposto” SANTACHIARA pone l’attenzione sui sentimenti transgenerazionali della solitudine e dell’incertezza, ricordandoci – laddove ce ne fosse ancora bisogno – quanto queste tematiche siano vicine anche ai più giovani.

ube dell’artista.

Dopo la pubblicazione dei due nuovi brani “felicità artificiale” e “tutto apposto”, il giovane cantautore SANTACHIARA completa il lor

Dopo la pubblicazione dei due nuovi brani “felicità artificiale” e “tutto apposto”, il giovane cantautore SANTACHIARA completa il loro racconto anche sul piano visivo con il video “felicità artificiale + tutto apposto”, disponibile sul canale YouTube dell’artista.

Il video, ideato da SANTACHIARA e diretto da WeLikeTheFish, enfatizza come i due brani siano parte di un unico viaggio, complici l’un l’altro nel racconto di un’esperienza circolare che va in loop: “felicità artificiale” racconta il dialogo interiore che porta il cantautore a ritrovare una serenità forzata e – appunto – artificiale con cui, di fronte agli ostacoli e ai dubbi della vita, darsi coraggio e nuovo slancio, mentre “tutto apposto” rappresenta la ricaduta dalla consapevolezza appena conquistata verso l’incertezza e i dubbi della vita, tornando al punto di partenza. SANTACHIARA esprime così una riflessione sulla vita che dimostra grande maturità per la sua giovane età, riuscendo a disegnare con immagini tangibili e immediate una dimensione fortemente psicologica e personale.

«Il video non è un video musicale, ma un cortometraggio di 3 minuti in cui ci sono entrambe le canzoni e vengono “spiegate”.

Sono dei piani sequenza, dunque è stato difficile non sbagliare nei movimenti e nelle interazioni con le comparse. Tuttavia, avendo fatto varie prove precedentemente, non abbiamo avuto troppe difficoltà.
Il video è un loop: la prima immagine è la stessa con cui si chiude il video.
Il reverse (prima parte) rappresenta la ricostruzione di se stessi, dell’io; la seconda parte invece corrisponde all’esaurimento sociale e alla rottura dell’io, che per ricostruirsi torna nel limbo, e così via all’infinito»,
 spiega SANTACHIARA.

«L’idea del video mi è venuta una sera in cui ascoltando i brani, che sono due facce di una stessa medaglia, mi sono venute in mente delle immagini.
Con queste immagini volevo riuscire a spiegare ancora meglio similitudini e differenze tra le canzoni ed esprimere un senso di ciclico, come se a una canzone seguisse l’altra e viceversa.
Ho iniziato a buttare giù un’idea, ho scritto i movimenti, una sorta di sceneggiatura e disegnato alla buona uno storyboard che mi è servito per fare capire agli altri (regista, manager, cameraman, comparse, ecc.) la storia, che era abbastanza contorta.
Per fortuna ho lavorato con un regista che stimo moltissimo (Mike Pesce) e ci siamo subito trovati in sintonia e poi gasati, pensando a come realizzarlo».

Con il capitolo di “felicità artificiale” e “tutto apposto” SANTACHIARA pone l’attenzione sui sentimenti transgenerazionali della solitudine e dell’incertezza, ricordandoci – laddove ce ne fosse ancora bisogno – quanto queste tematiche siano vicine anche ai più giovani.

o racconto anche sul piano visivo con il video “felicità artificiale + tutto apposto”, disponibile sul canale YouTube dell’artista.

Il video, ideato da SANTACHIARA e diretto da WeLikeTheFish, enfatizza come i due brani siano parte di un unico viaggio, complici l’un l’altro nel racconto di un’esperienza circolare che va in loop: “felicità artificiale” racconta il dialogo interiore che porta il cantautore a ritrovare una serenità forzata e – appunto – artificiale con cui, di fronte agli ostacoli e ai dubbi della vita, darsi coraggio e nuovo slancio, mentre “tutto apposto” rappresenta la ricaduta dalla consapevolezza appena conquistata verso l’incertezza e i dubbi della vita, tornando al punto di partenza. SANTACHIARA esprime così una riflessione sulla vita che dimostra grande maturità per la sua giovane età, riuscendo a disegnare con immagini tangibili e immediate una dimensione fortemente psicologica e personale.

«Il video non è un video musicale, ma un cortometraggio di 3 minuti in cui ci sono entrambe le canzoni e vengono “spiegate”.

Sono dei piani sequenza, dunque è stato difficile non sbagliare nei movimenti e nelle interazioni con le comparse. Tuttavia, avendo fatto varie prove precedentemente, non abbiamo avuto troppe difficoltà.
Il video è un loop: la prima immagine è la stessa con cui si chiude il video.
Il reverse (prima parte) rappresenta la ricostruzione di se stessi, dell’io; la seconda parte invece corrisponde all’esaurimento sociale e alla rottura dell’io, che per ricostruirsi torna nel limbo, e così via all’infinito»,
 spiega SANTACHIARA.

«L’idea del video mi è venuta una sera in cui ascoltando i brani, che sono due facce di una stessa medaglia, mi sono venute in mente delle immagini.
Con queste immagini volevo riuscire a spiegare ancora meglio similitudini e differenze tra le canzoni ed esprimere un senso di ciclico, come se a una canzone seguisse l’altra e viceversa.
Ho iniziato a buttare giù un’idea, ho scritto i movimenti, una sorta di sceneggiatura e disegnato alla buona uno storyboard che mi è servito per fare capire agli altri (regista, manager, cameraman, comparse, ecc.) la storia, che era abbastanza contorta.
Per fortuna ho lavorato con un regista che stimo moltissimo (Mike Pesce) e ci siamo subito trovati in sintonia e poi gasati, pensando a come realizzarlo».

Con il capitolo di “felicità artificiale” e “tutto apposto” SANTACHIARA pone l’attenzione sui sentimenti transgenerazionali della solitudine e dell’incertezza, ricordandoci – laddove ce ne fosse ancora bisogno – quanto queste tematiche siano vicine anche ai più giovani.

Il video, ideato da SANTACHIARA e diretto da WeLikeTheFish, enfatizza come i due brani siano parte di un unico viaggio, complici l’un l’altro nel racconto di un’esperienza circolare che va in loop: “felicità artificiale” racconta il dialogo interiore che porta il cant

Dopo la pubblicazione dei due nuovi brani “felicità artificiale” e “tutto apposto”, il giovane cantautore SANTACHIARA completa il loro racconto anche sul piano visivo con il video “felicità artificiale + tutto apposto”, disponibile sul canale YouTube dell’artista.

Il video, ideato da SANTACHIARA e diretto da WeLikeTheFish, enfatizza come i due brani siano parte di un unico viaggio, complici l’un l’altro nel racconto di un’esperienza circolare che va in loop: “felicità artificiale” racconta il dialogo interiore che porta il cantautore a ritrovare una serenità forzata e – appunto – artificiale con cui, di fronte agli ostacoli e ai dubbi della vita, darsi coraggio e nuovo slancio, mentre “tutto apposto” rappresenta la ricaduta dalla consapevolezza appena conquistata verso l’incertezza e i dubbi della vita, tornando al punto di partenza. SANTACHIARA esprime così una riflessione sulla vita che dimostra grande maturità per la sua giovane età, riuscendo a disegnare con immagini tangibili e immediate una dimensione fortemente psicologica e personale.

«Il video non è un video musicale, ma un cortometraggio di 3 minuti in cui ci sono entrambe le canzoni e vengono “spiegate”.

Sono dei piani sequenza, dunque è stato difficile non sbagliare nei movimenti e nelle interazioni con le comparse. Tuttavia, avendo fatto varie prove precedentemente, non abbiamo avuto troppe difficoltà.
Il video è un loop: la prima immagine è la stessa con cui si chiude il video.
Il reverse (prima parte) rappresenta la ricostruzione di se stessi, dell’io; la seconda parte invece corrisponde all’esaurimento sociale e alla rottura dell’io, che per ricostruirsi torna nel limbo, e così via all’infinito»,
 spiega SANTACHIARA.

«L’idea del video mi è venuta una sera in cui ascoltando i brani, che sono due facce di una stessa medaglia, mi sono venute in mente delle immagini.
Con queste immagini volevo riuscire a spiegare ancora meglio similitudini e differenze tra le canzoni ed esprimere un senso di ciclico, come se a una canzone seguisse l’altra e viceversa.
Ho iniziato a buttare giù un’idea, ho scritto i movimenti, una sorta di sceneggiatura e disegnato alla buona uno storyboard che mi è servito per fare capire agli altri (regista, manager, cameraman, comparse, ecc.) la storia, che era abbastanza contorta.
Per fortuna ho lavorato con un regista che stimo moltissimo (Mike Pesce) e ci siamo subito trovati in sintonia e poi gasati, pensando a come realizzarlo».

Con il capitolo di “felicità artificiale” e “tutto apposto” SANTACHIARA pone l’attenzione sui sentimenti transgenerazionali della solitudine e dell’incertezza, ricordandoci – laddove ce ne fosse ancora bisogno – quanto queste tematiche siano vicine anche ai più giovani.

Dopo la pubblicazione dei due nuovi brani “felicità artificiale” e “tutto apposto”, il giovane cantautore SANTACHIARA completa il loro racconto anche sul piano visivo con il video “felicità artificiale + tutto apposto”, disponibile sul canale YouTube dell’artista.

Il video, ideato da SANTACHIARA e diretto da WeLikeTheFish, enfatizza come i due brani siano parte di un unico viaggio, complici l’un l’altro nel racconto di un’esperienza circolare che va in loop: “felicità artificiale” racconta il dialogo interiore che porta il cantautore a ritrovare una serenità forzata e – appunto – artificiale con cui, di fronte agli ostacoli e ai dubbi della vita, darsi coraggio e nuovo slancio, mentre “tutto apposto” rappresenta la ricaduta dalla consapevolezza appena conquistata verso l’incertezza e i dubbi della vita, tornando al punto di partenza. SANTACHIARA esprime così una riflessione sulla vita che dimostra grande maturità per la sua giovane età, riuscendo a disegnare con immagini tangibili e immediate una dimensione fortemente psicologica e personale.

«Il video non è un video musicale, ma un cortometraggio di 3 minuti in cui ci sono entrambe le canzoni e vengono “spiegate”.

Sono dei piani sequenza, dunque è stato difficile non sbagliare nei movimenti e nelle interazioni con le comparse. Tuttavia, avendo fatto varie prove precedentemente, non abbiamo avuto troppe difficoltà.
Il video è un loop: la prima immagine è la stessa con cui si chiude il video.
Il reverse (prima parte) rappresenta la ricostruzione di se stessi, dell’io; la seconda parte invece corrisponde all’esaurimento sociale e alla rottura dell’io, che per ricostruirsi torna nel limbo, e così via all’infinito»,
 spiega SANTACHIARA.

«L’idea del video mi è venuta una sera in cui ascoltando i brani, che sono due facce di una stessa medaglia, mi sono venute in mente delle immagini.
Con queste immagini volevo riuscire a spiegare ancora meglio similitudini e differenze tra le canzoni ed esprimere un senso di ciclico, come se a una canzone seguisse l’altra e viceversa.
Ho iniziato a buttare giù un’idea, ho scritto i movimenti, una sorta di sceneggiatura e disegnato alla buona uno storyboard che mi è servito per fare capire agli altri (regista, manager, cameraman, comparse, ecc.) la storia, che era abbastanza contorta.
Per fortuna ho lavorato con un regista che stimo moltissimo (Mike Pesce) e ci siamo subito trovati in sintonia e poi gasati, pensando a come realizzarlo».

Con il capitolo di “felicità artificiale” e “tutto apposto” SANTACHIARA pone l’attenzione sui sentimenti transgenerazionali della solitudine e dell’incertezza, ricordandoci – laddove ce ne fosse ancora bisogno – quanto queste tematiche siano vicine anche ai più giovani.

autore a ritrovare una serenità forzata e – appunto – artificiale con cui, di fronte agli ostacoli e ai dubbi della vita, darsi coraggio e nuovo slancio, mentre “tutto apposto” rappresenta la ricaduta dalla consapevolezza appena conquistata verso l’incertezza e i dubbi della vita, tornando al punto di partenza. SANTACHIARA esprime così una riflessione sulla vita che dimostra grande maturità per la sua giovane età, riuscendo a disegnare con immagini tangibili e immediate una dimensione fortemente psicologica e personale.

«Il video non è un video musicale, ma un cortometraggio di 3 minuti in cui ci sono entrambe le canzoni e vengono “spiegate”.

Sono dei piani sequenza, dunque è stato difficile non sbagliare nei movimenti e nelle interazioni con le comparse. Tuttavia, avendo fatto varie prove precedentemente, non abbiamo avuto troppe difficoltà.
Il video è un loop: la prima immagine è la stessa con cui si chiude il video.
Il reverse (prima parte) rappresenta la ricostruzione di se stessi, dell’io; la seconda parte invece corrisponde all’esaurimento sociale e alla rottura dell’io, che per ricostruirsi torna nel limbo, e così via all’infinito»,
 spiega SANTACHIARA.

«L’idea del video mi è venuta una sera in cui ascoltando i brani, che sono due facce di una stessa medaglia, mi sono venute in mente delle immagini.
Con queste immagini volevo riuscire a spiegare ancora meglio similitudini e differenze tra le canzoni ed esprimere un senso di ciclico, come se a una canzone seguisse l’altra e viceversa.
Ho iniziato a buttare giù un’idea, ho scritto i movimenti, una sorta di sceneggiatura e disegnato alla buona uno storyboard che mi è servito per fare capire agli altri (regista, manager, cameraman, comparse, ecc.) la storia, che era abbastanza contorta.
Per fortuna ho lavorato con un regista che stimo moltissimo (Mike Pesce) e ci siamo subito trovati in sintonia e poi gasati, pensando a come realizzarlo».

Con il capitolo di “felicità artificiale” e “tutto apposto” SANTACHIARA pone l’attenzione sui sentimenti transgenerazionali della solitudine e dell’incertezza, ricordandoci – laddove ce ne fosse ancora bisogno – quanto queste tematiche siano vicine anche ai più giovani.