(di Maria Elena Molteni e Daniele Rossignoli)

Alla fine il riferimento al Covid c’è salito sul palco dell’Ariston di Sanremo, ma nella modalità più leggera (e rispettosa) possibile. Con Fiorello. Insieme a tutta l’attualità recente: da Mattarella a Draghi, da Figliuolo ai no vax, microchip e grafene. E poi lui, convinto a tornare per la terza volta accanto all’amico Amadeus, proprio dal figlio di quest’ultimo, Jose: “In una giornata freddissima di pioggia, guardando fuori dalla finestra, ho visto un bambino con un cartello che diceva: ‘non abbandonare il mio papà'”. Ed eccolo lì, lo showman che scherza: “s0n0 la vostra terza dose; sono il vostro booster dell’intrattenimento”. “La prima volta sono venuto per amicizia, la seconda volta per confermare l’amicizia; la terza per romperla. Lui – dice riferendosi ad Amadeus – fa l’amico ma è il male assoluto. Mi ha bullizzato. Sta sempre in tv al tg1 e lo scambiano per un virologo. Non credete che non farà il quarto festival”. E poi una battuta dopo l’altra: “Sono curioso di sapere che voto avrà dato ad Achille Lauro l’Osservatore Romano”, per citarne una. E non poteva mancare il riferimento al Presidente della Repubblica, fresco di (ri)nomina. “Mi sento un po’ Mattarella, perché neanche lui voleva. Sai cosa voleva fare? The Voice Senior”. E addirittura “Draghi aveva già preparato il discorso di fine anno a ‘banche’ unificate”. Per chiudere con “il nome del prossimo conduttore: il generale Figliuolo, dal teatro Astrazeneca di Sanremo”, mentre tutto il pubblico ballava canzoni ‘tristi’ battute al tempo di bossa nova.