Undicesimo album in studio per Michael Bublè che il prossimo 25 marzo pubblicherà ‘Higher’ su etichettaWarner Records/ Reprise Records anticipato dal singolo ‘I’ll Never Not Love you’ in uscita oggi. Prodotto da Greg Wells e Bob Rock con Allen Chang, Jason ‘Spicy G’ Goldman e Sir Paul McCartney, ‘Higher’ è il primo album in studio di Bublè in tre anni e arriva dopo ‘An Evening With Michael Bublé Tour’.

Gli elementi di spicco del nuovo album includono un duetto con Willie Nelson sul suo brano Crazy’, una versione di Bublé del brano ‘My Valentine’ di Sir Paul McCartney (prodotta da McCartney), il classico di Bob Dylan Make You Feel My Love’ e tre brani originali scritti da Bublé incluso il nuovo singolo ‘I’ll Never Not Love You’. Inoltre ci sono le versioni di Bublé dei brani di Sam Cooke Bring It On Home To Me’, ‘You’re The First,  The Last, My Everything‘ e  A Nightingale Sang in Berkeley Square’. L’album si chiude con una versione di Smile’ accompagnata da un coro gospel.

“Questa volta mi sono aperto completamente a provare cose nuove”, spiega Bublè. “Ho scavato più a fondo mentre lavoravo e mi circondavo dei più grandi produttori di musica del pianeta con una grande immaginazione. Che si trattasse di sedersi a scrivere con Ryan Tedder e Greg Wells, registrare tre canzoni in un giorno con il mio amico Bob Rock insieme a 40 dei più straordinari musicisti fuori dallo studio che non suonavano musica da 15 mesi, di ballare ridendo e piangendo in mutande nel mio studio di casa quando una canzone suonava bene, ogni momento è stato magico. Non sono mai stato così entusiasta dopo aver finito un album”.

“Michael Bublè è un grande compagno di ballo. Lui mi dà molta fiducia, ma io gli riconosco il merito di avermi dato fiducia nel provare a lavorare con un nuovo team. È un hitmaker fenomenale”, dice Greg Wells mentre Bob Rock aggiunge: “Da quando ho lavorato con lui, questo è stato il momento in cui Michael è stato più concentrato ed ispirato. Ha capito l’album che voleva fare. Aveva una visione chiara. Non appena abbiamo iniziato, si è fatto in quattro per far arrivare ogni brano al punto in cui la sentiva nella sua testa”.