(di Daniele Rossignoli) “A vent’anni volevo fare questo mesiere anche se non avevo le idee chiare su come farlo. Volevo suonare, cantare e scivere. Espimermi attraverso la musica. Adesso quello che mi interessa è fare questo lavoro finchè avrò voglia di farlo anche se penso che potrebbe non essere per sempre. In ogni caso lo farò rimanendo sempre fedele ai miei valori”. Il cantautore partenopeo Giovanni Truppi si presenta così alla vigilia del suo esordio al Festival di Sanremo con il brano ‘Tuo padre, mia madre, Lucia’. A firmare il testo della canzone sono lo stesso Giovanni Truppi, Pacifico, Marco Buccelli e Niccolò Contessa. Autori della musica: Giovanni Truppi, Marco Buccelli, Giovanni Pallotti.

Sul palco dell’Ariston, sottolinea Truppi “suonerò il mio brano alla chitarra e utilizzando, come è d’obbligo, l’orchestra. Il brano -spiega- racconta degli aspetti del passaggio dalla fase dell’innamoramento alla costruzione di un amore, di un rapporto che si consolida anche confrontandosi con il mondo esterno, dai famigliari agli amici. I tre personaggi del titolo -precisa- sono mio suocero, mia madre e mia figlia ma in realtà sono solo dei semplici spettatori, non  partecipano alla narrazione”.

Per la prima volta nei suoi dieci anni di carriera Giovanni Truppi si è avvalso per la creazione del brano, così come dell’album (‘Tutto l’Universo’ in uscita il 4 febbraio) della collaborazione artistica di coautori come Luigi De Crescenzo (Pacifico), Marco Buccelli e Niccolò Contessa: “forse perchè come tutti sono rimasto molto da solo in questi ultimi tempi-spiega- ho sentito l’eigenza di confrontarmi con altri autori. Da sempre collaboro con Marco Buccelli, che ha prodotto tutti i miei dischi e firma con me la maggior parte dei miei brani,  e questa volta ho voluto confrontarmi con degli autori puri e la scelta è andata su Gino e Niccolò”.

Nella serata dedicata alle cover (venerdì 4 febbraio), Giovanni Truppi sarà affiancato sul palco da Vinicio Capossela nel brano ‘Nella mia ora di libertà’, di Fabrizio De Andrè estratto dall’album ‘Storia di un impiegato’. “Ho cercato, con il maggior rispetto possibile,  di offrire il mio punto di vista su questa canzone, di farla mia”, precisa Truppi. “Non mi piaceva proporre una versione esattamente uguale all’orioginale, anche se ho molti rispetto per quella versione con la quale sono cresciuto”. La scelta poi di dividere il palco con Capossela “Vinicio è uno degli artisti che più mi ha più guidato con la sua musica e il suo rigore. Mi sempra una scelta giusta, proprio per l’interpretazione di questa canzone che mi spaventa. Ma il fatto che lui abbia accettato mi fa stare più tranquillo. Vivo sempre con tormento interiore i momenti che precedono ogni mia esibizione. Se poi la platea è così grande come quella del Festival, il mio tormento cresce ma cerco di non pensarci più di tanto, di stare concentrato per non sentirmi troppo sotto pressione nel momento in cui canterò”.

 

Credit Photo: Mattia Zoppellaro