E’ morta, questa mattina a Milano, Carla Fracci. Lo ha annunciato il Teatro alla Scala che “con commozione” ha sottolineato che “il Teatro, la città, la danza perdono una figura storica, leggendaria, che ha lasciato un segno fortissimo nella nostra identità e ha dato un contributo fondamentale al prestigio della cultura italiana nel mondo”.

“Con Maria Taglioni, Carla Fracci è stata la personalità più importante della storia della danza alla Scala” ha dichiarato il Sovrintendente Dominique Meyer. “Cresciuta all’Accademia, ha legato intimamente il suo nome alla storia di questo Teatro. Nei mesi scorsi ho avuto il piacere di accoglierla diverse volte alla Scala dove veniva spesso e a gennaio siamo stati felicissimi di riaverla a trasmettere la sua esperienza alle giovani interpreti dell’ultima ‘Giselle’, che è stata per tutti un momento indimenticabile. La penseremo sempre con affetto e gratitudine, ricordando il sorriso degli ultimi giorni passati insieme, in cui si sentiva tornata a casa”.

Il Direttore del Corpo di Ballo, Manuel Legris ha dichiarato: “Ci lascia stupiti, in punta di piedi come ‘Giselle’, spirito che resta con noi, riempie le sale ballo, il palcoscenico e i nostri cuori, come la sua energia mai sopita, che ci ha catturato e affascinato quando è tornata a riabbracciare il Teatro e i suoi artisti. Un grande vuoto che, allo stesso tempo, ci fa sentire ricolmi e ricchi di tutta la sua storia, che è la storia del balletto, privilegiati per aver condiviso la sua arte che è vita, leggendario modello e fonte di ispirazione di tutte le generazioni di ballerine”.

Numerosi i messaggi di cordoglio non appena appresa la notizia, tra questi quello che Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Carla Fracci ha onorato, con la sua eleganza e il suo impegno artistico, frutto di intenso lavoro, il nostro Paese. Esprimo le più sentite condoglianze ai familiari e al mondo della danza, che perde oggi un prezioso e indimenticabile riferimento”.

Il ministro della Cultura Dario Franceschini ha ribadito come Carla Fracci fosse ”La più grande. Divina ed eterna. Piena d’amore per la danza, di nuovi progetti, di idee per tutta la vita, con l’entusiasmo di una ventenne. L’Italia della cultura ti sarà sempre grata, immensa”.

Carolina Fracci era nata a Milano il 30 agosto del 1936. Di umili origini, suo padre Luigi Fracci era alpino sergente maggiore in Russia e sua madre Rocca Santina era operaia alla Innocenti di Milano (bersaglio del Bomber Command britannico). Con l’inizio della guerra Carla Fracci e la sua famiglia sfollarono presso la campagna di Volongo, nelle campagne cremonesi, dalla nonna materna Argelide. Con l’inizio della scuola elementare si trasferisce dalla zia a Ca’ Rigata di Gazoldo degli Ippoliti, in provincia di Mantova, per poi fare ritorno a Milano al termine della guerra, dove suo padre trova un impiego nell’azienda tranviaria come bigliettaio. Spesso i suoi genitori la portavano con loro al Circolo ricreativo dell’azienda di trasporti di suo padre, e fu lì che alcuni amici dei suoi genitori notarono in lei uno spiccato senso del ritmo e li convinsero a farla provare l’audizione al Teatro alla Scala.

Nel 1946 entra alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala, dove studia tra l’altro con Esmée Bulnes e Vera Volkova. Si diploma nel 1954 e nel marzo 1955 partecipa al ‘Passo d’addio delle allieve licenziande della Scuola di ballo’ al termine di una rappresentazione de ‘La sonnambula’ diretta da Leonard Bernstein con la regia di Luchino Visconti e Maria Callas protagonista. Nello stesso anno si rivela al pubblico sostituendo Violette Verdy nella ‘Cenerentola’ di Prokof’ev e inizia un’ascesa che dal 1958 la vede prima ballerina.

Nello stesso anno John Cranko, dopo ‘Il principe delle pagode’, la vuole nella parte di Giulietta in trasferta veneziana a San Giorgio Maggiore e la invita alla Royal Festival Hall, inizio di un’ascesa internazionale che tocca i maggiori palcoscenici e le più importanti compagnie del mondo, ma in cui la Scala conserva un ruolo centrale. Qui Carla Fracci danza tra gli altri con Mario Pistoni, Roberto Fascilla, Vladimir Vassiliev, Amedeo Amodio, Paolo Bortoluzzi, Mikhail Barishnikov, George Iancu e negli anni più recenti Massimo Murru e Roberto Bolle. Partner fondamentali restano Erik Bruhn, che le schiude le porte degli Stati Uniti, e Rudolf Nureyev con cui forma una coppia leggendaria.

Interprete d’elezione dei grandi balletti romantici e delle nuove versioni dei classici create da Nureyev, Carla Fracci è anche dedicataria alla Scala di un numero imponente di nuove coreografie pensate per lei, da ‘Sebastian’ di Luciana Novaro a ‘La strada’ di Nino Rota e Mario Pistoni, ‘Pelléas et Mélisande’ e ‘Images d’Ida Rubinstein’ di Beppe Menegatti, fino a ‘Chéri’ di Roland Petit (danzato per l’ultima volta alla Scala nel 1999 con Massimo Murru), e carismatica interprete dei balletti incastonati nelle opere inaugurali di Stagione: da ‘Guglielmo Tell’ ai ‘Vespri Siciliani’ e ‘La Vestale’, oltre che protagonista della rinascita di ‘Excelsior’ con la regia di Pippo Crivelli. Proprio nella parte della Luce in ‘Excelsior’ Carla Fracci ha calcato per l’ultima volta il palcoscenico del Piermarini nel 2000.

Nel gennaio 2021 Carla Fracci è tornata alla Scala su invito del Direttore del Ballo Manuel Legris per preparare le coppie di interpreti della ripresa di ‘Giselle’ (Nicoletta Manni con Timofej Andrijashenko e Martina Arduino con Claudio Coviello) in due masterclass trasmesse dai canali social del Teatro e riprese nell’ambito della docuserie ‘Corpo di Ballo’ trasmessa su RaiPlay e Rai5.