(di Daniele Rossignoli) Giovedì 27 maggio Gemitaiz sarà il protagonista del quinto appuntamento di #MartiniLiveBar. A partire dalle 19,30 dalla Terrazza Martini di piazza Diaz a Milano, Gemitaiz proporrà i brani del mixtape ‘QVC9’, pubblicato lo scorso novembre, e dell’album ‘Davide’ che saranno appositamente riarrangiati per essere suonati live con la band di cui fanno parte Danilo Menna , Batteria; Gerva, Fiati; Mixer T, Tastiere; Andrea Colicchia, Basso + Contrabasso; Frenetik, Drum Machine. Nella diretta live in streaming sui canali facebook e instagram di Martini e su quello del rapper, Gemitaiz si racconterà dando il proprio punto di vista sul presente e il futuro della musica italiana e poi si esibirà guardando dall’alto Milano.

“Ogni appuntamento del #MartiniLiveBar per noi rappresenta un grande traguardo, un’occasione unica per riunire amici vicini e lontani davanti a un unico bancone digitale con uno spettacolo di grande qualità grazie ad artisti contemporanei che scrivono il domani della musica italiana”,  ha commentato Fabio Pane, MARTINI marketing manager Italy che assieme a Gemitaiz ha anticipato l’evento alla stampa.

Rispondendo alle domande dei giornalisti collegati in videoconferenza, Gemitaiz, parlando dell’attuale momento storico che sta attraverso la musica, ha sottolineato che “il mercato è saturo” ma, ha precisato “meglio un mercato saturo che monotono. Ora -ha spiegato- è molto facile far ascoltare la tua musica a tutti rispetto a quando non c’era neppure youtube. Adesso la musica è fruibile per tutti e questo ha, forse, portato ad una vera saturazione del mercato perché tutti provano a fare musica, anche chi non ha un vero e proprio interesse per la musica ma vuole solo fare soldi o diventare famoso. In ogni caso -ha ribadito- è sempre meglio un mercato saturo che un mercato monotono”.

Poi, rivolgendosi a tutti quei giovani che vogliono entrare a far parte del mondo musicale rap, Gemitaiz ha consigliato di “non copiare. Prendere ispirazione ma non copiare mai dagli altri e soprattutto -aggiunge- non andare mai da Amici o X Factor perché quelli non sono canali per il rap. Il rap -ha precisato- non si fa in televisione ma in strada e soprattutto non può essere giudicato da chi non lo conosce. Molto meglio farsi giudicare da un ragazzino di 16 anni che segue questo genere da quattro cinque anni”.