Le diverse anime del cantautore sardo Beppe Dettori e dell’arpista e compositore italo- elvetico Raoul Moretti si incontrano e si sostengono nel nuovo progetto discografico ‘Animas’. Da una parte la Sardegna, le sue tradizioni, il suo linguaggio e le sue parole, dall’altra le corde dell’arpa di un artista con più case e origine italo elvetiche, in una terra di confine. In ‘Animas’ questo connubio prende una forma nuova e si arricchisce di amici e suoni. Unidici brani, in italiano, sardo, inserti in inglese, latino e dialetto lagheee con numerosi ospiti: Paolo Fresu, Franco Mussida, Davide Van de Sfroos, Gavino Murgia, Cordas e Cannas, Max Brigante, FantaFolk, Lorenzo Pierobon, Stefano Agostinelli, Daniela Pes, Tenores e Cuncordu di Orosei, Massimo Cossu, Massimino Canu, Andrea Pinna, Giovannino Porcheddu, Federico Canu, Flavio Ibba e Tenores di Bitti Remunnu ‘e Locu.

Ognuno di loro ha portato in questo progetto, oltre alla  voce e al suono del proprio strumento, anche un’interconnesione fra generi, tra folk, etno-rock, canzone d’autore, progressive, sperimentazione ed elettronica. In ‘Animas’ trova spazio anche la rivisitazione di un brano di Peter Gabriel tradotto in lingua sarda.

Anticipato dal singolo ‘Sardus Pater’, l’album è il naturale punto di arrivo della collaborazione fra Beppe Dettori, storica voce dei Tazenda e Raoul Moretti, arpista italo elvetico recente vincitore de ‘L’artista che non c’era’. I due artisti suonano insieme dal 2012 condividendo un percorso di evoluzione artistica e cambiamento personale che li ha uniti in una forte amicizia ed una crescente sintonia musicale. Da questa sinergia è nato, nel 2019, il disco live ‘S’incantu e sas cordas’ (Miglior album sardo dell’anno vincitore del Premio Archivio Mario Cervo) e nel 2020 ‘Incanto Rituale, omaggio a Maria Carta’ (finalista alle Targhe Tenco, come migliori interpreti). 

L’album ‘Animas’, scritto a quattro mani -raccontano Dettori e Moretti-  nasce da un continuo dialogo e stimolo sui temi musicali, gli arrangiamenti, le tematiche dei testi, la loro forma, rappresentano quello che noi siamo, risultando eterogeneo e non confinato in catalogazioni. Continuando a sperimentare un proficuo ‘scambio artistico’ composto di interconnessioni tra generi come il folk, l’etno-rock e la canzone d’autore, il progressive, la sperimentazione e l’elettronica, l’album mantiene la nostra cifra stilistica tipica, basata su ricerca vocale, arpa elettrica con elettronica e chitarra, ma in più abbiamo avuto l’enorme privilegio di accogliere splendidi amici compagni di viaggio, fantastici musicisti sardi ed internazionali”.