(di Daniele Rossignoli) – ‘Solo esseri umani’ è il nuovo album di inediti dei Nomadi, composto da 11 brani tra cui ‘Frasi nel fuoco’,  ‘Solo esseri umani’ feat. Enzo Iacchetti e, per la prima volta nella storia della band, una canzone dedicata ad Augusto Daolio, ‘Il segno del fuoriclasse’. “Sono 28 anni che Augusto non c’è più -spiega Beppe Carletti, intervistato da IlMohicano– e dopo 28 anni non credo mi possano tacciare di opportunismo per avergli dedicato un brano del nuovo album. Dopo 28 anni era il minimo che potevo fare, ricordare un amico era quasi un atto dovuto. Il suo ricordo -aggiunge- è ancora vivo non solo in me. Quello che mi fa più piacere sono quei giovani, e sono tanti, che quando mi incontrano mi chiedono di parlare di lui, di capirne il personaggio”.

Ma quello che lega Beppe Carletti ad Augusto Daolio ancora oggi, oltre all’amicizia, è la coerenza. “Dopo i Rolling Stones -spiega Carletti- siamo la band più longeva al mondo, con 58 anni di carriera alle spalle. I Nomadi sono nati nel ’63 come un’idea e le idee non muoiono mai, proseguono sempre. All’interno del gruppo, nel corso degli anni, si sono alternate tante persone, ma l’idea va avanti, sempre nel segno della coerenza che è stata ed è tutt’ora la nostra forza”.

“Noi non siamo dei big, non lo siamo mai stati, ma siamo sempre rimasti noi stessi -sottolinea Beppe Carletti- e amiamo la nostra professione. Abbiamo visto passare tante cose davanti ai nostri occhi -osserva- il mondo della musica, ma non solo, è cambiato profondamente, ma noi siamo sempre legati al nostro modo di essere. Forse questo è il periodo più triste per la musica, e non solo, a causa della pandemia. Oggi, purtroppo, la musica è diventato un bene ‘usa e getta’, dopo neanche un paio di mesi un disco viene considerato già vecchio, ma per fortuna ci sono canzoni che non tramontano mai. Per quanto ci riguarda canzoni come ‘Dio è morto’ o ‘Io vagabondo’ sono, ancora oggi, attuali e lo constatiamo di persona quando, ai nostri concerti, vediamo ragazzini che le cantano a memoria”.

Ma cosa ne pensa il fondatore dei Nomadi dei giovani rapper e delle loro canzoni, considerate di protesta? “Beh -osserva- Francesco Guccini per esprimere un concetto in ‘Dio è morto’ o ‘Noi non ci saremo’ ci metteva due minuti e una ventina di secondi. Questi giovani rapper parlano per mezz’ora, così velocemente e con testi a volte incomprensibili, che dopo cinque minuti non ci si ricorda più niente di quello che hanno cantato. Noi abbiamo fatto la nostra parte cantando di Salvador Allende, della vita e morte di Chico Mendes o dei partigiani. Ci sono canzoni, non solo nostre, scritte 50 anni fa che hanno un significato ancora oggi. Queste erano le nostre ‘canzoni di protesta'”.

Per dei Nomadi stare fermi un anno è quasi un controsenso ma per fortuna, sottolinea Carletti “da settembre a dicembre siamo stati impegnati nella realizzazione dell’album. E’ stata un’esperienza particolare ma, per certi versi, anche divertente. Abbiamo veramente goduto poter tornare a suonare tra noi. Sta di fatto che con la primavera, solitamente, partivano i nostri concerti, una novantina l’anno mentre ad oggi siamo ancora fermi, senza sapere cosa si potrà fare nei prossimi mesi, capire quando si potrà ripartire”.

Ma quello che più preoccupa Beppe Carletti è il futuro di quanti lavorano per lui: “noi sul placo siamo in sei ma attorno ai nostri concerti lavorano una ventina di persone. Una ventina di persone che hanno famiglia e che non sanno, veramente, come andare avanti”. E’ un discorso che ormai si ripete da troppo tempo. Le stesse considerazioni, infatti, Beppe Carletti le aveva fatte lo scorso anno, a inizio pandemia, sempre intervistato da IlMohicano “e purtroppo -osserva ora- non è cambiato nulla. Certo, per i grandi big, quelli che fanno sette, otto concerti l’anno, dal punto di vista economico non cambia molto. Loro -spiega- hanno già venduto i biglietti dei loro concerti lo scorso anno e, anche se questi sono stati rinviati al 2022, hanno già incassato in anticipo. Ma per tutti gli altri, anche semplicemente per coloro che suonano ai piano bar, la situazione è drammatica. Occorre, da parte delle istituzioni, un vero cambio di passo”.

Tornando all’album Beppe Carletti spiega che “è nato in un anno particolare, dove i rapporti umani si sono quasi completamente annullati. Ci siamo trovati d’accordo che era il momento giusto, guardarci intorno e dentro, osservare una vita che avevamo vissuto, fino a quel momento, in modo diverso. E’ stato un percorso lungo e creativo, con la mente rivolta verso chi non c’è più, l’amore per il mondo e la speranza che non deve morire mai. I giorni passavano veloci -ricorda- le canzoni crescevano lasciando un segno dentro di noi. Ho inciso più di 350 canzoni -aggiunge- ma credo che questo album sia uno dei più belli”. Il sottotitolo è ‘Valori, Amore, Vita’, tre concetti, spiega “che sono un po’ il filo conduttore dell’intero lavoro”.

‘Solo esseri umani’ uscirà in formato Vinile (per la prima volta nella storia dei Nomadi in versione trasparente), Cd, Cd autografato (Esclusiva per Discoteca Laziale) e Digital Download. Sulle piattaforme streaming invece verrà pubblicato il brano ‘Solo esseri umani Feat. Enzo Iacchetti’.

Ecco la tracklist completa:
1. Ogni cosa che vivrai, 2 – Solo esseri umani, 3 – Fidati di me, 4 – Frasi nel fuoco, 5 –
Abbracciami ancora una volta, 6 – Il segno del fuoriclasse, 7 – C’eri anche tu, 8 – Soffio
Celeste (Feat. Chiara Bertoni), 9 – Dalla parte del cuore, 10 – Voci per cantare , 11 – Solo
esseri umani (Feat Enzo Iacchetti)