(di Daniele Rossignoli) A quattro anni di distanza da ‘Origami’ (con una ‘deviazione’ per celebrare a proprio modo Billie Holiday attraverso il disco ‘Dear Billie’), Joe Barbieri torna alle proprie canzoni realizzando il suo album più autobiografico, dal titolo ‘Tratto da una storia vera’, (Microcosmo Dischi/Warner Music Italy), disponibile in tutta Europa e dal 22 aprile anche in Giappone. Si tratta, come spiega lo stesso cantautore, di un album dove tutti i brani in qualche modo nascono dal suo vissuto più personale ma non solo: “E’ un disco ‘totale’ dove c’è, il trapassato, il passato e il futuro. Ci sono le persone -sottolinea- ci sono tutti quegli artisti che ho incontrato durante i miei trent’anni di carriera. C’è un pezzettino di ognuno di loro perché ciascuno mi ha lasciato un pezzetto di eredità. Poi ci sono le persone che fanno parte del mio privato, ci sono le mie passioni. C’è veramente tutto”.

“L’osservatorio privilegiato della pandemia -sottolinea- ha fatto soltanto in modo che tutto questo avesse un minimo di quiete per venire a galla e per essere metabolizzato. Ho anche avuto il tempo di studiare in questo periodo perché quando in condizioni ‘normali’ vai in giro a suonare finisce che lasci da parte l’aspetto creativo e dedichi allo studio meno tempo del necessario”.

Tornando all’albumla verità è uno scrigno che difficilmente si fa scardinare nei momenti in cui mi pare di comprenderne una parte essa muta, propone di sé un’altra chiave, tanto da percepire di perderne un tassello altrove. Tuttavia -prosegue Joe Barbieri- è a questa ricerca che sento di essere in qualche modo devoto, specialmente nel mio percorso di artista tanto che, in quasi trent’anni di strada, per scrivere la mia musica ho praticamente sempre attinto principalmente alle mie esperienze personali o alle storie che ho incontrato. E sento il bisogno di continuare a farlo, se possibile con ancor più ostinazione e maggior intransigenza per questo nuovo appuntamento, in cui la vita stessa mi pare mi chieda di offrire senza remore tutto quel che posso dare”.

Composto da 11 tracce l’album contiene anche un brano strumentale, ‘Mentre ridi’ “che considero un po’ come un ponte verso quello che sto facendo e quello che mi piacerebbe fare per il futuro: centellinare un po’ di più la parola, sceglierla con maggiore accuratezza e magari anche rinunciare alla parola in favore della musica strumentale. Per questo -prosegue Barbieri- mi piacerebbe scrivere per il cinema. Mi avvicino ai cinquant’anni e penso che adesso sia importante scegliere cosa dire, ma soprattutto sia importante saper tacere. Ritengo che le mie parole possano anche non essere necessarie così come quelle del mondo. Tutti dovrebbero fare una scelta attenta a quello che si dice e a quello che non si dice perché anche tecendo si parla e scegliendo le cose da non dire di fanno delle scelte ben precise”.

E a proposito di solitudine “io trascorro molto tempo com me stesso, con i miei pensieri e con le mie abitudini. Per quanto mi riguarda -sottolinea Joe Barbieri- ritengo che la musica abbia bisogno di solitudine, abbia bisogno, almeno inizialmente, di non essere, ‘corrotta’ dal confronto. In un secondo momento poi il confronto diventa vitale perché la musica è una pianta che ha bisogno di crescere e quindi il confronto con il pubblico è vitale”.

Una ricerca della solitudine che però non ha coinvolto Joe Barbieri nella realizzazione dell’album, tanto da avvalersi della collaborazione di artisti-amici: da Carmen Consoli a Sergio Cammariere, da Tosca a Jaques Morelenbaum, da Fabrizio Bosso a Mauro Ottolini, Alberto Marsico, da alcuni tra i musicisti di maggior talento del nostro Paese ad altri strumentisti che hanno registrato dai quattro angoli del pianeta.

La tracklist:

La Giusta Distanza (con Fabrizio Bosso);
Promemoria (con Mauro Ottolini);
Previsioni Del Tempo;
Niente Di Grave (con Jaques Morelenbaum);
Lazzari Felici;
Vedi Napoli E Poi Canta (con Alberto Marsico);
In Buone Mani (con Carmen Consoli);
Alla Fine;
Tu, Io E Domani (con Fabrizio Bosso, Luca Bulgarelli, Sergio Cammariere, Tosca);
Manifesto (con Quartetto Davabugi);
Mentre Ridi.