Lo  streaming non può sostituirsi al live. E’ quanto sostiene il FAS (Forum Arte e Spettacolo), che invita a investire “risorse economiche e di comunicazione utili a superare le paure generate dalla pandemia e far tornare le persone a vivere insieme l’emozione dello spettacolo dal vivo nei nostri spazi per la cultura”.

“Ogni forma artistica -sottolinea il FAS- ha la sua espressione, il suo linguaggio, la sua natura. Il Cinema e la TV
parlano attraverso le immagini, la performance dal vivo lo fa attraverso il rapporto diretto con il pubblico e lo fa da secoli. La dimensione live della musica, del teatro, della danza, delle arti figurative ha superato guerre, terrorismo, epidemie e supererà anche questa pandemia sempre che si riesca a tutelarla dall’abuso di potere di pochi ai danni di tantissimi”. Secondo il FAS “nella situazione attuale, prendersi cura degli spazi italiani dello spettacolo, significa ribadirne l’unicità. Per questo riteniamo che l’utilizzo dello streaming per la programmazione di eventi live meriti delle considerazioni approfondite e maggiore attenzione agli effetti collaterali, anche di lungo periodo”.

Produrre performance live, di qualunque genere, finalizzate alla distribuzione e alla vendita in streaming, per il Forum Arte e Spettacolo “è economicamente insostenibile per tutti gli spettacoli non finanziati dal FUS o da
sponsorizzazioni, come del resto lo sono la maggioranza degli stessi. L’omologazione culturale verso il basso con tagli criminali che si perpetuano da quasi trent’anni, assieme ad un approccio spesso distratto della politica e delle istituzioni, unitamente alla mancanza di un sistema di informazione serio e libero -osserva il Forum-  hanno rovinosamente depauperato poco a poco tutto il settore dello spettacolo. La soluzione a questa critica situazione non ci sembra sia lo streaming, proprio in virtù del suo totale scollamento con la natura della performance dal vivo”.

Lo streaming, secondo il FAS “può essere applicato per sostenere diversità e supportare la cultura di una economia sana e utile a tutti, non certo per aumentare il dominio della finanza e della speculazione come già sta purtroppo succedendo. Lo streaming, dunque, non può sostituirsi all’esperienza complessiva del live né culturalmente, né
socialmente. Inoltre, in virtù dei suoi naturali limiti, potrebbe generare una forte e ulteriore ondata di disoccupazione a 360 gradi nell’intero settore. Qualunque spettacolo, infatti -sottolinea il Forum- necessita della circuitazione dal vivo per alimentare il lavoro per tutte le maestranze, gli artisti e tutte le imprese del settore, valorizzare le realtà locali e creare a cascata l’indotto turistico. Lo streaming -conclude il FAS- non è e non sarà mai per sua natura replicabile in maniera comparabile ad una tournée”.