Nella tarda serata del 16 dicembre del 1770, nasce a Bonn Ludwig van Beethoven, uno dei più grandi geni mai esistiti e forse, secondo l’opinione di molti, il più grande musicista di tutti i tempi. Il suo contributo fu inestimabile, la parabola artistica inseparabile dal suo percorso umano. Beethoven fu il primo musicista ‘indipendente’ della storia. Compose per sé, non per i committenti, e per esprimere i palpiti segreti dell’anima. Ponendo se stesso al centro della propria opera, divenne una figura eroica, riversando nella musica i propri affanni personali e trasformandoli in un messaggio di pace e di speranza universale.

Rocco Di Campli, ingegnere meccanico con la passione della musica sinfonica, ha dedicato al grande compositore tedesco ‘Beethoven – la straordinaria complessità di un genio’ (Diarkos 480 pagine – 20 euro) spiegando come “a distanza di quasi due secoli dalla sua morte, egli non ha posteri ma solo contemporanei. Adesso, che sono trascorsi esattamente due secoli e mezzo dalla nascita -sottolinea l’autore- il sentimento che Beethoven suscita negli ascoltatori non è cambiato. Tuttora è così. Ancora oggi, in fondo, siamo tutti suoi contemporanei”.

Questo volume è un viaggio per accostarci a Beethoven, scandagliandone l’animo e le sfaccettature della complessa personalità. A partire dalla descrizione delle caratteristiche fisiche, attraverso la ritrattistica e le testimonianze di personaggi coevi (come Rossini), conosceremo il Maestro affrontando vari aspetti della sua esistenza: il quadro storico, le vicende politiche, gli amori, le amicizie, il coinvolgimento con gli ideali illuministi, gli slanci emotivi e gli influssi sui futuri romantici.