L’inverno fu tremendo, nevicò fino a febbraio
L’ulivo centenario si gelò
Durante la lezione di ginnastica un mattino
Il cuore di Giovanni si fermò
Morì mentre noialtri fumavamo nel cortile
Lasciò la terra come un Dio del rock
E il treno che sfrecciava su binari di cristallo
Fu costretto dal destino ad uno stop
Da quel giorno abito un fondale di paura
Guardo il mondo senza gli occhi che vorrei
Perché conosco bene gli uomini, racconto i loro demoni
Ma non riesco a vivere coi miei
Perché io puntualmente evito l’abisso
Per paura di incontrarlo quando il giorno arriverà
Perché mi pagano per scrivere, io sono bravo a fingere
A far bella figura in società, alla mostra delle atrocità
Le ho provate tutte, psicofarmaci, dottrine
Psicanalisi, preghiera ed altri sport…