Esce oggi su tutte le piattaforme digitali, il nuovo singolo dei Viito, ‘Benzina’ (Sugar) che segna il ritorno della band e anticipa il nuovo progetto discografico. Il brano arriva dopo il loro album di debutto ‘Troppoforte’, uscito due anni fa. ‘Benzina’ è un inno malinconico dedicato a Milano. Un amore che brucia, una fiammata improvvisa che lascia dietro di sé solo cenere e ricordi. Nella testa le stesse parole che martellano: ‘Vito non stai bene, Vito non stai bene’, mentre non si spegne la speranza che il fuoco dell’amore perduto si riaccenda anche se la benzina è finita da tempo in una Milano che piange di malinconia. La canzone è scritta dai Viito e prodotta da Francesco Catitti, una traccia che supera i confini dell’itpop sporcandosi con sonorità urban e più scure.

“Non c’era la nebbia la sera che siamo arrivati a Milano. L’aria era fredda -racconta la band- tagliente, quella del primo inverno, quando Natale è lontano, ma l’estate è solo un ricordo. Siamo arrivati per lavorare alle nuove canzoni, per scriverne di nuove e per cambiare città, come ormai siamo abituati a fare da tempo. Roma, Bologna e adesso Milano. Chissà dove andremo dopo? Ce lo chiediamo spesso. Siamo lontani da casa ormai da quasi metà della nostra vita. Fuori sede nell’anima, fuori luogo, fuori moda, passiamo il tempo in una casa in affitto a fare canzoni, tutti i giorni”.

“Arrivati nel centro dell’Italia che è vicina all’Europa (per citare Lucio Dalla) -proseguono- abbiamo cercato una linfa nuova per la nostra musica e l’abbiamo subito trovata. Nella periferia come sul naviglio, a piazza Duomo come al Corvetto, dove viviamo, abbiamo trovato umanità, storie da raccontare e soprattutto canzoni in cui specchiarsi. Oggi la città è diversa, le persone chiuse in casa in quarantena, il verde che comincia a coprire le rotaie del tram, l’aria della primavera più pulita di sempre, il cielo azzurro, e un silenzio che Milano non ha mai ascoltato. È il momento giusto per pubblicare una canzone? Forse -sottolineano- quel silenzio ha bisogno proprio di questo: non più del rumore di persone che corrono, ma delle note di una canzone che racconta di una storia vissuta sotto questo cielo milanese, quello che quando siamo arrivati era grigio e che oggi è diventato azzurro”.

photo credit: Kimberly Ross